Stimolare i bambini; l’inganno dei giochi interattivi

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Disciplina Dolce

Stimolare i bambini; l’inganno dei giochi interattivi

Stimolare i bambini nel gioco, nello sviluppo delle loro capacità cognitive e motorie, nell’allenare la memoria e stimolarli per imparare a parlare è diventato, da molti anni, non tanto e non solo interesse dei genitori, ma un obbligo derivante dal mondo del marketing dei giochi.

Ogni genitore vuole far sì che i bimbi possano crescere nel migliore dei modi, sviluppare le proprie abilità, capire le proprie propensioni e piccoli grandi talenti, ma c’è anche un seme di iper performatività che viene assimilata dai genitori e riversata sui bambini per lo più attraverso il gioco.

“I giochi che stimolano i bambini” sono ormai un mantra non solo del marketing ma anche della pedagogia, e fin qui non ci sarebbe nulla di male se non fosse per il fatto che

  • molti bambini vengono iper stimolati con giochi elettronici e interattivi che fanno l’effetto esattamente contrario (ora ti dico anche perché)
  • stiamo perdendo il significato reale di “stimolo” per il bambino
  • rischiamo di mettere i bambini sotto stress già da piccolissimi
la dolce guida di elena cortinovis - tecnologia e bambini


Nel mio video corso con consulenza di gruppo per genitori La Dolce Guida dedico un intero capitolo alla tecnologia nell’infanzia e alla sua giusta somministrazione, parlando anche dei giochi interattivi, di smartphone e tablet.

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Giochi che stimolano i bambini: quali sono, se esistono?

Il marketing dei giocattoli che circonda le famiglie con bambini piccoli non più solo con le pubblicità in tv ma anche con le nostre bolle algoritmiche su internet, ci propone ogni giorno giochi super colorati, con tante luci e interattività;
Dai giochi in cui tocchi un tasto a accadono cose, come sentire versi di animali, far partire parole in inglese, alle chitarrine che insegnano a riconoscere le note musicali, i giochi interattivi per i bambini da zero a tre anni riempiono letteralmente i negozi di giochi.

I loro claim sono molto simili: gioco educativo che stimola l’apprendimento di… /gioco educativo che stimola la memoria… / gioco educativo che attiva la memoria…/ gioco educativo per apprendimento delle lingue…
ecc. ecc. ecc.

Giochi colorati, che emettono suoni e rumori a volte anche molto disturbanti, si illuminano e si muovono con rapporti di causa effetto tecnologici, quindi incomprensibili per bambini così piccoli.
Si tratta di giochi che, fateci caso, molto raramente i bambini scelgono quando hanno di fronte anche altre opzioni (in genere i bambini molto piccoli, in piena fase di sviluppo di movimento, sensi, connessioni causa effetto, scelgono una bottiglia di plastica o un mazzo di chiavi invece che i giochi colorati da centinaia di euro).

I bambini, se messi nelle condizioni di interagire con lo spazio circostante, se stimolati dalle interazioni esterne, sono del tutto in grado di stimolarsi con quello che trovano e con giochi ben più semplici.

Inoltre, i giochi interattivi, pieni di rumori e suoni diversi, colori molto sgargianti, hanno degli effetti collaterali:

Molti giochi interattivo sopiscono le reazioni invece che attivarle

giochi interattivi per bambini - stimolare i bambini con i giochi

Abbiamo parlato molte volte del gioco autonomo e del “flusso” in cui molti bambini si trovano quando sono concentrati a fare un’attività-gioco, più o meno ripetitiva, e sembrano assorti e quasi assenti.

Quando i nostri bambini sembrano super concentrati e assorti nel fare il travaso dell’acqua da un secchiello ad un altro e lo fanno un tempo prolungato, vuol dire che in quel gesto stanno costruendo un mondo; quel gioco strano, che ci pare silenzioso e senza senso, li assorbe, li rilassa e fa immaginare loro scenari dei quali noi non siamo consapevoli.

Questi sono i veri giochi che stimolano: in gioco entrano i sensi, la concentrazione, la presenza a se stessi, l’osservazione.
Si creano quelle connessioni celebrali che porteranno a fare altre cose (imparare le lingue, imparare a suonare, imparare a ballare) quando sarà il momento giusto.

Quelli che il marketing chiama “stimoli” nei giochi interattivi, sono in realtà elementi distraenti, in cui tutto il gioco è affidato alla “reazione” del giocattolo ad un impulso.

Creano frustrazione nei genitori

I genitori acquistano giochi interattivi e di marca molto costosi, salvo poi rendersi conto che i bimbi preferiscono giocare con dei calzini o degli strofinacci trovati per caso sul divano.
I genitori acquistano giochi per far parlare prima, leggere prima, imparare le lingue, ma poi i bambini restano “semplici bambini molto piccoli” che proprio non ne vogliono sapere di diventare dei piccoli prodigi grazie al giochino della Fischer-Price..

Mi raccomando, amici genitori, per noi lavorare sulle nostre aspettative è sempre importante e fa parte di tutto il nostro percorso genitoriale, dalla nascita e ben oltre l’età adulta dei nostri figli.

Stressano i bambini

Su un piano cognitivo, alcuni giochi interattivi ed elettronici sono deleteri perché iper stimolanti e l’eccesso di stimoli non è mai una cosa positiva.
Eccesso di suoni e luci (ma ci avete mai fatto caso a quanto alcuni giochi sonori siano disturbanti?!) aumentano i livelli di cortisolo nei bambini molto piccoli, riducendo le ore o la qualità del sonno ; nell’infanzia il sonno è una delle fasi più importanti proprio per lo sviluppo di quelle capacità che noi cerchiamo di iper velocizzare con giocattoli improbabili.

Vogliamo stimolare i bambini a imparare, allenare la memoria, a imparare le lingue e a coordinare i movimenti? Non stressiamoli con giocattoli inutilmente rumorosi e luminosi.

E se altri ci regalano giochi che non ci piacciono?

So bene che i nostri figli, se sono fortunati, sono anche circondati dall’affetto e dall’attenzione di zii, amici, nonni che vogliono fare dei doni e, scegliendo alcuni tipi di giocattoli, anche molto costosi, lo fanno per dimostrare quanto tengono al bambino.

Tuttavia è importante comunicare con la nostra cerchia ristretta dei nostri metodi e preferenze pedagogiche: se non parliamo mai con i nonni dei giochi più semplici che vogliamo per i nostri figli, se non li avviciniamo alle nostre scelte, sarà il marekting a scegliere per loro.

NB: ne La Dolce Guida c’è un capitolo molto approfondito su come comunicare con i nonni, soprattutto quando hanno visioni educative molto diverse dalle nostre. Risulta tra le parti più illuminanti della Dolce Guida, insieme a tutti i moduli in cui parliamo di comunicazione.
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Inoltre, ricordiamo sempre che siano noi genitori che abbiamo il potere e l’onere di somministrare o proporre i giochi ai nostri figli:
Abbiamo molti giochi interattivi?
Proponiamoli anche, ma per tempi limitati e diamo altre opzioni, offrendo ad esempio anche il gioco destrutturato (che guarda caso viene sempre scelto dai bambini, provare per credere).

Questo esercizio e buona pratica ci tornerà utile quando passeremo alla fase tablet sì, tablet no… tablet quanto e quando?

Leggi anche “Mio figlio non mangia senza tablet: come rimediare”

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