Il confronto con altri genitori, ascoltare altre esperienze, discutere di genitorialità con altri: è una cosa utile o è una cosa pericolosa, che ci porta a sentirci in colpa, in difetto o, peggio, ancora in costante confronto con le vite degli altri?
Se è vero che il principale problema dei genitori di oggi è la solitudine , non sempre visibile ma molto percepita, è anche vero che spesso molti genitori si sentono schiacciati dal costante confronto imposto con le vite e le scelte genitoriali degli altri.
La sovraesposizione social di famiglie “perfette”, l’iper presenza delle pedagogiste sui social (delle quali ho anche già scritto, mettendomici dentro), unite al costante confronto generazionale con parenti, nonni, zii che parlano dei bei vecchi tempi in cui bambini venivano su bene lo stesso, nonostante le punizioni, pongono per contro i genitori sempre e costantemente di fronte ad un confronto schiacciante e tossico, che confonde, rende insicuri, disorienta e demotiva.
Ma quindi, il confronto con altri genitori è positivo o negativo?
Serve o non serve?
Il confronto con i altri genitori è utile o tossico?
Cosa vuol dire avere un confronto sano con altri genitori

Cerchiamo di capire cosa è realmente il confronto con altri genitori (e per esclusione, cosa questo non è).
Spesso trascorriamo tempo con altri genitori, anche nostri cari amici o parenti stretti ai quali vogliamo molto bene, senza andare realmente a fondo di quello che conta davvero: non ci sentiamo in grado di aprirci, per paura di essere giudicati. (A tal proposito ho scritto: “paura del giudizio degli altri o del nostro auto-giudizio, cosa ci blocca davvero?”).
Dunque ci limitiamo a chiedere o condividere a che età tuo figlio ha iniziato a fare cose (parlare, fare pipì nel vasino, camminare, recitare Dante alle cene di Natale e così via), a parlare di figli e genitori di altri, e ogni volta che giudichiamo qualcuno, aumentiamo la nostra paura di essere giudicati a nostra volta.
In questo modo, inconsapevolmente, ci circondiamo di input, persone, parole e comunicazioni… e allo stesso tempo aumentiamo il nostro auto-isolamento, il nostro senso di solitudine.
Il confronto reale e positivo, al contrario, non è quello che parla di “cose” o di persone, ma di emozioni, sentimenti, anche difficili,
Quando è stata l’ultima volta che abbiamo detto in libertà a un altro genitore che cosa ci fa più paura nella nostra vita di genitore?
Quando è stata l’ultima volta che abbiamo detto ad un altro genitore “tranquilla, stai facendo del tuo meglio, ci sono passata anche io e andrà tutto bene”?
Quando è stata l’ultima volta che l’empatia è davvero entrata nei nostri confronti con altri genitori?

La prossima (o forse la prima, vera) volta, può essere il 10 maggio, nel mio primo retreat RIVOLUZIONE GENTILE.
Questa giornata sarà un vero e proprio viaggio trasformativo;
Cominceremo da noi stessi, dal nostro benessere interiore, perché so quanto sia difficile mantenere calma e chiarezza quando ci sentiamo sopraffatti o in disallineamento con i nostri valori.
Avrai la possibilità di confrontarti con me DAL VIVO e con tutti gli altri genitori, ma anche educatori e professionisti, che parteciperanno all’evento per muovere un’onda di consapevolezza mai vista prima.
L’importanza di imparare ad avere un confronto reale con altri genitori
Imparare a confrontarci davvero con altri genitori è un atto di cura. cura per noi stessi, prima di tutto.
Perché ci libera dalla solitudine e ci ricorda che non siamo gli unici a provare fatica, confusione, paura.
Ma è anche un atto di coraggio: perché per aprirci dobbiamo prima permettere a noi stessi di essere imperfetti, vulnerabili, umani.
Non è sempre facile. Non lo è soprattutto in una cultura che ci spinge a far vedere che va tutto bene, ad apparire sicuri, sereni, sempre “sul pezzo”.
Ma nessuno cresce da solo, e nessuno educa da solo.
Un confronto reale tra genitori può diventare uno spazio di respiro, una tregua dal confronto sterile e dalla gara silenziosa.
Ecco cosa ci può portare:
- Un senso di alleanza: sapere che non siamo soli, che altri hanno vissuto esperienze simili, ci dà forza e sollievo.
- Uno specchio empatico: ascoltare senza giudicare ci permette anche di ascoltare noi stessi con più gentilezza.
- Parole nuove per raccontarci: spesso non troviamo le parole per ciò che sentiamo, finché qualcuno non le dice per primo.
- Più fiducia nel nostro cammino: confrontarci davvero con chi è più avanti o più indietro di noi ci aiuta a dare valore anche ai nostri passi.
- Un modello per i nostri figli: se impariamo a confrontarci con rispetto e autenticità, insegniamo loro a fare lo stesso nella loro vita.
Imparare ad aprirsi con sincerità non rende il nostro cammino meno difficile, ma infinitamente più umano. E questo fa la differenza. Sempre.
Ti lascio un piccolo video con le parole di Giulia, una mamma che ha partecipato ad un percorso di gruppo, e che parla proprio di questo passaggio dal sentirsi sola e “intrappolata” al sentirsi parte di un mondo, e soprattutto al non sentirsi più sola.
Crea la tua rivoluzione con noi

