Mio figlio rifiuta le regole: come darne e gestire le crisi

terribili due
Disciplina Dolce

Mio figlio rifiuta le regole: come darne e gestire le crisi

Dare regole e farle rispettare è una delle basi della disciplina dolce, a dispetto di quello che molti “malinformati” credono.


Secondo la disciplina dolce, infatti, le regole sono delle isole sicure di cui i bambini, su un piano di sviluppo psicologico e sociale, hanno bisogno per sentirsi al sicuro e sviluppare autonomia.
Ancora più importante per i nostri bambini e per il loro benessere è il modo in cui noi adulti di riferimento agiamo nel dare e nel far rispettare le regole.

disciplina dolce elena cortinovis


So bene, non solo come pedagogista ma anche come mamma di due gemelle, che tra il dare regole e il farle rispettare agiscono moltissime variabili che rendono tutto molto più complesso della teoria pedagogica e psicologica dei libri e del web;

tra queste variabili complesse ci sono le reazioni di crisi dei nostri bambini di fronte alle regole.

In pratica, quello che il resto del mondo chiama, per errore, capriccio, sono delle vere e proprie crisi, dei cortocircuiti cognitivi ed emotivi con i quali noi genitori abbiamo spesso avere a che fare e che ci mettono in difficoltà.

Parliamo di come reagire quando nostro figlio non rispetta le regole e, anzi, va in crisi di pianto e rabbia solo a sentirle.

Le regole sono un bisogno dei nostri bambini

Partiamo dalle basi e dal ripetere ciò che non ripeterò mai a sufficienza: le regole sono un bisogno che i nostri figli hanno per imparare a muoversi in un mondo in cui per loro è tutto nuovo.
Un regola ben data, accompagnata da assertività e coerenza da parte dell’adulto di riferimento è come un binario sul quale loro, a passettini piccoli, possono imparare a muoversi a e sperimentare delle forme di autonomia.

Dunque,

Le regole ci permettono di mettere al sicuro i bambini

Le regole danno ai bambini autonomia

Le regole mettono le basi del loro impianto valoriale

Le regole danno ai bambini autostima

Imparare a compiere azioni in uno spazio sicuro, circoscritto allo sguardo del genitore, trasmette nei bambini la fiducia nelle proprie azioni e la sicurezza di muoversi in un territorio protetto.
Solo in questo spazio cognitivamente sereno, circoscritto dalla regola, un bambino può imparare a muoversi senza paura.

Ovviamente il limite verrà piano piano spostato, come è giusto e ovvio, ma in quel limite imparerà tutto il suo potenziale, compresa la sua capacità e possibilità di cambiare le regole, nel corso dell’infanzia e anche della vita.

Idee per dare regole ai bambini (con successo)

bimbo crisi di pianto

Ma se sei qui è, probabilmente, perché devi ancora capire come dare regole che non mandino i bambini in crisi che, a loro volta, mettono anche te in crisi, come adulto e come genitore.

Le regole che diamo, tendenzialmente, possono avere maggiore successo se date e avallate in un certo modo.

Come dare regole efficaci ai bambini:

Ovviamente ogni età e poi ogni individualità dei nostri bambini sono legate a regole diverse e soprattutto a diversi modi per comunicarle.

  • poche ma di valore; Cosa vuol dire dare regole di valore? Semplicemente, non riempire la loro vita e il loro cervello di inutili dinieghi e di una miriade di “non fare questo”, “non fare quello”, senza spiegare in alcun modo il senso di quello che diciamo.
    Una regola di valore è, ad esempio, “non si corre per strada, fuori dal parco”. La regola “non correre” e basta perde di valore, perché non risponde ad un requisito importante del dare regole cioè…
  • chiarezza e tangibilità. Ogni età ha una diversa capacità cognitiva. Dire “non correre” ad un bambino è come dire “non camminare”, non ha senso.
    Dire ad un bambino di due anni “tra 10minuti basta giochi e andiamo a tavola” non ha senso, perché non hanno ancora il concetto del tempo.
    Ho spiegato nel dettaglio cosa vuol dire dare regole tangibili
  • Decise ma non aggressive: La comunicazione assertiva si basa sulla capacità di dare delle indicazioni chiare e autorevoli, guadagnandosi credibilità.
    Se urliamo nel dare indicazioni, perdiamo autorevolezza.
    Scopri cosa vuol dire davvero essere un genitore autorevole
  • Ripetere le regole: la ripetizione non è un fallimento educativo; ogni bambino ha bisogno di reiterazione per lo stesso motivo per cui ha bisogno di regole: in un mondo in cui tutto è nuovo e tutto cambia, hanno bisogno della conferma di poter contare su dei punti fermi.
  • flessibilità delle regole. Ogni regola deve poter seguire lo sviluppo del bambino ed essere periodicamente “trattata” con lui/lei. Ma una volta stabilita la regola modificata, è importante essere noi stessi coerenti.
    Se la regola è che “ora che sei un po’ più grande, puoi andare a letto alle dieci e non alle otto e mezza”, anche noi genitori dovremo evitare di eludere troppo spesso la regola e andare qualche volta in meno a cena da amici, dove facciamo fare mezzanotte ai bambini. Insomma, una volta creata e poi modificata la regola, dobbiamo
  • dare il buon esempio.

Perché mio figlio rifiuta le regole

mancanza di autostima dei bambini

E quando facciamo tutto quanto su detto, ma il bambino proprio non ci sta?
Come fare quando, invece di smettere di saltare sul divano, resta sul divano e piange disperatamente?
Come fare quando invece di andare a nanna, si butta a terra come se gli avessimo ucciso il cagnolino?
Come fare quando invece di venir via dal parco, come da regola, all’imbrunire, inizia a tirarci sassi, urlare e far scappare tutta l’umanità intorno al lui?

Ci possono essere molte risposte che, per comodità, divideremo in due tipologie di risposte:

Se si tratta di un atteggiamento ricorrente?

Se il bambino va sempre in crisi ogni volta che cerchiamo di far rispettare una regola, le cause possono essere:

  1. Che le nostre regole sono associata a minacce e punizioni, mai una buona scelta.
  2. Noi stessi perdiamo tropo facilmente la calma, perdendo autorevolezza;
  3. non siamo coerenti e facciamo troppe deroghe senza spiegare né la regola né l’eccezione.

Quando invece il rifiuto di una regola è legato a momenti specifici, che si manifestano come crisi improvvise e magari anche inattese, c’è altro da analizzare e capire,

Se, ad esempio, la crisi subentra sempre quando si va via dal parco, e non in altri contesti, il parco può aver assunto un significato simbolico ed emotivo al quale non riesce a rinunciare con facilità (soffre gli spazi chiusi e piccoli ai quali è abituato, è il solo posto in cui gioca con i genitori, è il solo luogo in cui può muoversi con libertà senza essere ripreso per non rompere gli oggetti ecc ecc).

Qui, la tua osservazione deve diventare un alleato: ogni bambino ha crisi in momenti diversi e anche per ragioni diverse. A volte legato al qui ed ora (mi sto divertendo al parco e non me e voglio andare), altre volte a questioni più ampie.

Come gestire le crisi dei bambini

fabiana cogi pedagogista


Per capire meglio come gestire le crisi dei bambini di fronte alla pretesa del rispetto di una regola, ci facciamo aiutare da

Fabiana Cogi

Insegnante, formatrice e pedagogista, laureata in Scienze della Formazione Primaria e in Scienze Pedagogiche..

Ha alle spalle anni di esperienze pedagogiche anche in ambito internazionale e oggi è parte del mio team.

(disponibile anche per consulenze in inglese, preziosa nel campo del bilinguismo e dello sviluppo dell’intelligenza emotiva).

Keep calm, non prenderla sul personale

Ricordiamo sempre che un bambino che ha una crisi di fronte ad una regola non ci sta sfidando (non ha gli strumenti emotivi e cognitivi per farlo) ma sta vivendo un vero e proprio corto circuito emotivo per una serie di emozioni che non riesce a processare e, dunque, a comunicare.

Facciamo un esempio: se sei su un aereo e senti una turbolenza, ma vedi le hostess serene e sorridenti, ti senti rasserenata, vero?
Ora immagina che, invece, durante una turbolenza su un mezzo che non consoci e non controlli, tu veda le hostess in panico. Non andresti drammaticamente nel panico anche tu?
Bene, per i bambini funziona più o meno così. Se sono in corto circuito emotivo e ti vedono andare nel panico, agire con rabbia, non essere calma e padrona della situazione, l’effetto sarà ancora peggiore.

Dunque durante una crisi, applichiamo le 3 Erre di Bruce Perry , psico terapeuta e neuro biologo.

Le 3 regole di Perry, applicate ai bambini

regole per bambini


Quando un bambino è in crisi di urla e pianti, con reazioni aggressive e apparentemente fuori controllo, possiamo usare le regole di neuro biologia applicate di Bruce Perry per aiutare il bambino a ritrovare quel controllo che serve per rispiegare la regola e farla applicare.


Regolare

Come detto, un bambini in crisi di pianto e rabbia è in corto circuito: l’azione primaria è ri-regolare il flusso delle emozioni su un piano biologico. Cioè bloccare o sedare le reazioni fisiologiche.
Sederci accanto a loro, anche senza dir niente, comunica un “ti aspetto, sono qui”, che agisce come calmante sui bambini. Ripeto, stiamo calmi noi per primi, non sta accadendo nulla di catastrofico, se intorno c’è gente che ci guarda “male” o in modo giudicante, non è un problema reale.
La nostra priorità è un’altra.

Relazionarsi ed empatizzare

Quando arriva una maggiore calma, una respirazione meno accellerata e una diminuzione del pianto, procediamo con un ascolto attivo ed empatico.
“Lo so, a volte non è facile fare quello che ci dice mamma. TI senti triste? Sei arrabbiato? A volte anche io mi arrabbio. Lo so, è difficile” .
Se ce lo lasciano fare, è questo il momento in cui un abbraccio funge da ulteriore calmante.


Ragionare

Solo quando la fisiologia si è calmata, è il momento della reiterazione ragionata della regola.
“Quando fa buio, dobbiamo lasciare il parco, perché fa freddo e possiamo ammalarci e perché mamma e papà devono preparare la cena”.

Un ultimo importante invito è quello dell’osservazione, che deve essere un nostro grande alleato: ogni bambino ha crisi in momenti diversi e anche per ragioni diverse. A volte legato al qui ed ora (mi sto divertendo al parco e non me e voglio andare), altre volte a questioni più ampie.

Se la crisi subentra sempre quando si va via dal parco, per mantenere lo stesso esempio, potrebbe essere perché soffre molto gli spazi chiusi ai quali è legato, oppure perché al parco trascorre più tempo di qualità con il o i genitori e così via.

Va da sé che, anche applicando queste regole, la gestione del mondo emotivo dei nostri bambini resterà difficile, ma forse con un approccio diverso da parte nostra sapremo regolare meglio il nostro flusso emotivo e decisionale, aiutando anche loro a sentirsi più sicuri nelle nostre regole.

Prova e facci sapere come va!

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