I genitori oggi non sanno farsi rispettare, sono distratti ed egoriferiti, lasciano i bambini davanti ad un tablet e se ne fregano, sono dei pappamolli che hanno bisogno di sei pedagogisti e otto psicologi che dicano loro cosa fare.
Questa frase è a mio avviso la più completa da usare se volessi riassumere in modo chiaro le critiche mai dirette ma molto subdole e passivo aggressive rivolte ai genitori di figli under 10, rivolte da chi non ha figli o chi ha figli già grandi.
E spesso anche da altri genitori di bambini che, per qualche motivo, si ritengono al di fuori dei grandi problemi dei genitori moderni.
Ma da pedagosita che lavora ogni anno con decine di genitori, e da mamma di due bambine, voglio oggi dipingere il complesso e reale quadro nel quale i genitori di oggi si muovono.
Tra disuguaglianze sempre più nette, uno sistema paese che non c’è, che vuole solo più figli ma che alle famiglie non dà niente, una realtà complessa e un mondo che si evolve troppo in fretta e lascia troppa gente indietro, mi permetto di mettere a nudo i reali problemi dei genitori moderni, non solo le loro colpe.
E magari, ti do anche qualche dritta per rispondere quando credi o senti che queste critiche possano essere rivolte anche a te.
I genitori lasciano troppo a lungo i bambini con i tablet

Realtà innegabile, pratica che non fa bene né allo sviluppo dei bambini né alle famiglie come primo luogo di relazioni.
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Ma siamo certi che dietro alla prassi consolidata di lasciare i bambini troppo a lungo dietro ad un tablet ci sia solo la pigrizia dei genitori moderni?
Mai come oggi i genitori vivono in un costante tritacarne, fatto di aspettative sociali, ansia da prestazione, necessitò di lavorare in due e spesso fare più lavori.
Possiamo goderci la nostra pancia piena e fingere di non saperlo, ma la verità è che in Italia cresce il numero delle mamme e dei papà che devono fare doppio lavoro per pagare libri, nidi e asili privati, e poi vacanze, hobby con i quali bisogna riempire la vita dei bambini.
I genitori oggi, in Italia, sono spesso non solo stanchi ma anche più poveri (o in difficoltà economica) e soli. I nonni, più anziani oggi rispetto ai nonni di 30 anni fa, non sempre ci sono o sono vicini, e se fino agli anni Ottanta i quartieri erano dei piccoli villaggi, oggi il concetto stesso di quartiere non esiste.
Non smetterò mai di incentivare i genitori a non lasciare i bambini con dispositivi mobile, almeno fino ai 13 anni (e poi, comunque, contingentarne e controllarne l’uso), ma non posso dimenticare, per etica professionale, che dietro una cattiva abitudine non c’è solo pigrizia, ma solitudine e una responsabilità sociale che dobbiamo prenderci collettivamente.
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I genitori hanno bisogno di fare da mediatori nella vita dei figli

Ultimamente, qui sul blog, ma anche su Instagram e nel mio podcast, ho parlato spesso dell’errore che spesso facciamo nel cercare di mediare tra i nostri bambini e i vari conflitti che la vita mette loro davanti.
Interveniamo quando litigano tra fratelli e sorelle o con amici e compagni;
Non siamo in grado di reggere il peso del nostro stesso conflitto con i nostri figli, diventando troppo amici e accondiscendenti.
Anche in questo caso c’è una dolente nota di verità… ma da dove deriva questa verità?
Siamo cresciuti spesso con metodi pedagogici tradizionali che ci punivano se litigavamo, in cui l’adulto interveniva come arbitro e spesso anche come giudice supremo (spesso commettendo più ingiustizie che altro).
Per chi ha oggi figli piccoli, cambiare parametro comportamentale significa mettere letteralmente in discussione tutto lo scenario educativo che li ha cresciuti e al netto della solitudine cui sopra, non è affatto facile.

Sono fermamente convinta che il conflitto possa diventare un’opportunità di crescita, per bambini e non solo.
Per questo ho creato un corso pratico per aiutare i genitori a gestire i litigi tra fratelli, coetanei e bambini di età diverse, trasformandoli in opportunità di crescita, con strategie concrete per favorire il rispetto reciproco e la comunicazione.
Mi interessaI genitori sono pappamolli e non si fanno rispettare
Sì, è vero.
Molti genitori di oggi non la vogliono più “quella” forma di rispetto, basata sulla paura.
Non la vogliono perché sanno che non serve.
I genitori moderni sanno che un premio o una punizione non sono educazione ma addestramento.
E dal momento che per il futuro servono menti sveglie, persone risolte, gente che non ha paura di andare contro la violenza in quanto violenza, la posizione di predominio non è più la base delle loro relazioni con i figli.
Dal momento che a questo mondo servono persone nuove, in grado di riconoscere un abuso quando lo vedono, su di sé p sugli altri, il vecchio schema di minacce, premi punizioni, a molti genitori “pappemolli” non serve più.
Diciamo che per questi strani genitori moderni, non è importante preoccuparsi solo “del mondo che lasceremo ai nostri figli”, ma anche i figli che lasceremo al nostro mondo.
I genitori moderni hanno bisogno di psicologi e pedagogisti…
Sì, è vero.
Anzi, forse non lo è abbastanza, dovrebbe essere “ancora più vero”.
Perché i genitori moderni, tanto criticati, hanno capito che siamo tutti frangibili, e che chiedere aiuto a chi ne sa di più, a chi ci è già passato, a chi ha degli strumenti diversi dai nostri è una strada possibile.
E voglio ricordare ai genitori che chiedere aiuto non è una resa, ma un atto di auto-responsabilizzazione.
L’importante è capire bene chi fa cosa, che differenza c’è tra psicologi, pedagogisti e coach.
Anche in questo, i genitori sono lasciati soli, ma io prometto che a breve vi aiuto anche in questa importante disambiguazione.
E a proposito di ruoli, non solo professionali ma anche sociali, vorrei fare un ultimo ammonimento collettivo.
Quando vediamo un genitore che “sbaglia” con suo figlio, prima di sprecare fiato con consigli di pedagogia che non tutti sono nella posizione di dare, facciamo a queste mamme e questi papà una semplice, salvifica e utile domanda:
Ti serve aiuto?
Posso, in qualche modo, darti una mano?

