Togliere il pannolino: sottile equilibrio tra rispetto del corpo e tempi necessari

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Disciplina Dolce

Togliere il pannolino: sottile equilibrio tra rispetto del corpo e tempi necessari

Togliere il pannolino è un momento di passaggio importantissimo nella vita dei nostri bambini: vuol dire che hanno preso consapevolezza maggiore del proprio corpo e sanno controllare meglio i loro bisogni fisiologici, che avranno migliore mobilità e libertà fisica, che saranno un po’ più “come i grandi”.

Purtroppo, però, spesso noi adulti non possiamo fare altro che vivere lo spannolinamento come un una lotta contro il tempo, una cosa da fare e da far fare ai nostri bambini con una precisa data di scadenza, perché gli altri bambini lo hanno già tolto, perché altrimenti non prendono i bambini alla scuola dell’infanzia, perché dobbiamo tornare al lavoro e abbiamo finito il tempo del congedo parentale.


Prima di parlare del sottile equilibrio tra bambino pronto per lo spannolinamento versus genitori che hanno fretta, ti invito ad un webinar gratuito che terrò il 24 maggio 2024 dal titolo

Spannolinamento: tre segnali per capire se tuo figlio è pronto.

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Spannolinamento e rispetto del corpo

Abbiamo parlato in vari contesti, qui nel blog, su Instagram e nel mio podcast dell’importanza di educare i nostri bambini al consenso in merito a ciò che riguarda il loro corpo, perché no, l’educazione al consenso e al “diritto di proprietà assoluta” sul proprio corpo non è un discorso da buttare lì, all’improvviso al principio dell’adolescenza.

Dal non imporre baci e abbracci a zie mai viste prima, “altrimenti la zia si offende” al non piombare da dietro per asciugare i naso che cola mentre loro sono nel pieno flusso del gioco, capire che il corpo va rispettato sempre e da tutti è una piccola grande pratica che dobbiamo spesso interiorizzare anche noi genitori.

Ci sono dei modi per avvicinare, piano piano, il bambino, ad una maggiore autonomia che porterà più facilmente allo spannolinamento definitivo quanto sarà il momento. Ne parleremo del dettaglio nel webinar, ma intanto ti do qualche primo consiglio:

Se inizia a sembrare infastidito dal cambio del pannolino, coinvolgiamolo

Arriva un momento in cui lo sgambettamento sul fasciatoio o sul lettino diventa più irrequieto; sembra quasi che nostro figlio ci dia dei calci perché infastidito dal cambio del pannolino e da tutte le operazioni che comporta.

Nei limiti delle sue capacità e del suo sviluppo personale, coinvolgiamolo in parte di queste operazioni; ad esempio, facciamo prendere a lui la salvietta, invitiamolo a lavarsi con l’acqua (lo so, farà un macello di schizzi e comunque dovremo finire noi il lavoro, ma tant’è).

Cambiamolo in piedi

Alcuni bambini, ad un certo momento del loro sviluppo come individui, non amano la posizione passiva e supina, durante il cambio del pannolino. Soprattutto quando diventano più autonomi e sicuri nei movimenti in piedi, quando non camminano più piano piano ma iniziano a correre, stanno prendendo dimestichezza con l’autonomia e il controllo del corpo e la posizione stesa è una regressione che molti non amano e, anzi, rifiutano.

Iniziamo quindi a fare parte delle operazioni di cambio del pannolino coinvolgendoli facendoli restare in piedi (nel webinar parleremo anche della fase in cui il bambino inizia a rifiutare il cambio).

Cambio pannolino all’asilo: importanza di chiedere il permesso

I bimbi vengono cambiati anche al nido: diventa fondamentale per me ricordare alle educatrici di interagire con i bambini che stanno per cambiare, con frasi in cui si chiede il permesso di cambiare il pannolino.

“Cambiamo il pannolino?”
“Ti senti bagnato?”
“Adesso ti apro il pannolino e ti lavo bene, vedrai come starai meglio!”
“Possiamo farlo insieme?”

Sono dettagli di comunicazione che abituano i piccoli a dover essere partecipi dei loro cambiamenti e padroni del loro spazio. Si, anche se il bambino sempre troppo piccolo per capire 🙏🏻

Come non farsi travolgere dalla fretta dello spannolinamento

dare regole ai bambini


Come madre di due gemelle ho vissuto l’ansia da prestazione della società intorno a scadenze “preconfezionate”, dimenticandosi dell’unicità di ogni bambino.

Dunque so fin troppo bene, non solo come pedagogista, quanto sia difficile, nelle fasi di cambiamento dei nostri bambini, restare focalizzati su di loro, e non riportare tutto a noi, al nostro stress, al nostro lavoro, ai nostri doveri sociali.

Siamo così presi dall’ansia di spannolinare per mandare i bambini alla scuola dell’infanzia e riprenderci i nostri tempi e spazi di vita e di lavoro (cosa più che lecita), da dimenticare o non pensare affatto a quanto questi cambiamenti siano sfidanti anche per loro. A differenza nostra, i nostri bambini non hanno gli strumenti cognitivi per capire il concetto di fretta e di tempo che sta per scadere (ma scade davvero?!).

Se il passaggio dello spannolinamento è vissuto in primis da noi genitori con ansia e fretta, sarà molto difficile trasmettere ai nostri bambini la tranquillità necessaria per essere e sentirsi partecipi di questo momento.

Invece è importante ricordare che il nostro primo compito è quello di accompagnare i bambini in questi cambiamenti come guide affidabili, sicure e comprensive, e che questo instaurerà tra noi e i nostri bambini una relazione positiva a lungo termine.

Come fare per non farsi prendere dalla fretta e accompagnare i bambini ad un naturale (e non traumatico) spannolinamento?

Cogliamo i segnali che arrivano nel tempo

Noi adulti spesso ragioniamo per blocchi temporali, senza ricordare o tenere presente che invece la vita e lo sviluppo di un bambino è un processo graduale, un flusso continuo.
Quindi, invece di pensare allo spannolinamento quando si avvicina la data fatidica della scuola dell’infanzia, osserviamo i nostri bambini anche prima, in ottica evolutiva.

Ad esempio, se ad un certo punto un bimbo, pur avendo il pannolino, si nascondono dietro alle tende per fare la cacca, vuol dire che inizia ad avere bisogno di uno spazio privato per i suoi bisogni. Il bambino può essere qui già pronto per essere introdotto al vasino, in uno spazio più privato.

L’errore che invece spesso facciamo è ignorare i segnali (compresi quelli elencati nel paragrafo precedente) fino al momento in cui, per noi adulti, diventa importante lo spannolinamento.

Fatti aiutare

Il mondo attuale, diciamolo, non è a portata di bambino e non è a portata di famiglie con bambini piccoli; dalla fretta di far tutto per adeguare noi e i nostri piccoli al ritmo di “fuori”, iniziamo anche senza volerlo a imporre le leggi di una società “Kid unfriendly” da subito e noi genitori ci sentiamo per lo più soli.

Parlare con gruppi di genitori e soprattutto con professionisti della pedagogia e del neurosviluppo infantile può fare la differenza; io ti consiglio di partecipare, intanto, al mio webinar gratuito in cui parleremo proprio di come cogliere e accogliere per tempo i segnali dei bambini pronti allo spannolinamento.

Ti tengo il posto!

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