Non ho più tempo per me, da quando sono genitore.
Non posso più fare niente, da quando ho dei figli.
La vita di coppia non esiste più, dopo che si diventa genitori.
Nel paese in cui la narrazione della genitorialità oscilla tra il metafisico e il patetico, dal “è la cosa più bella del mondo, che puoi capire solo se la vivi” al “è una vita di sacrifici” (entrambe narrazioni poco raccomandabili, poco realistiche e molto viziate), l’impegno legittimo dell’essere genitore diventa, improvvisamente, la scusa più accettabile che usiamo per tutto.
Siamo state sempre persone ritardatarie? Da quando abbiamo un figlio, giustificheremo il nostro essere ritardatari cronici dando la colpa ai bambini e all’essere genitori.
Non ci siamo mai presi cura della nostra salute mentale e fisica? Improvvisamente, dopo la nascita dei nostri figli, avremo per sempre la comoda giustificazione di fronte alla quale nessuno potrà più dirci nulla: “se hai dei figli, dedichi tutto a loro, non hai più tempo per te”.
Questo approccio è lo stesso che ci blocca su vecchie dinamiche pedagogiche del passato, che sono state attuate con noi e che non siamo in grado di cambiare, nonostante siamo razionalmente consapevoli che fossero sbagliate.
Perché il cervello resiste al cambiamento?

Il nostro cervello è programmato per risparmiare energia e mantenere uno status quo; la mente preferisce ciò che è sicuro e famigliare.
Quando proviamo a cambiare, attiviamo l’amigdala, ghiandola che regola la paura e lo stress; questo ci fa sentire il cambiamento come un pericolo anche se sappiamo, razionalmente, che è un’opportunità.
Tradotto in parole meno rassicuranti, la nostra natura animale ancestrale, ci ha programmati per la sopravvivenza e non per la felicità.
Vogliamo per questo rinunciare ad essere felici? Certo che no! Vada al diavolo la nostra natura ancestrale, qui si vuole essere appagati, sereni e sì, persino persone e genitori felici.
Uno studio illuminante di Carol Dweck, psicologa, ha teorizzato per la prima volta il concetto di mentalità fissa vs mentalità di crescita:
- mentalità fissa: le persone del “ma io sono fatto così”, l’approccio alla vita delle persone che credono che il loro mondo sia tendenzialmente immutabile e determinato per lo più da dinamiche esterne.
- mentalità di crescita: le persone che vivono consapevoli del fatto che tutto è mutabile, anche le persone, in base tanto a dinamiche esterne ma anche interne; la mentalità di crescita è quella di chi sa che cambiare è difficile, ma è comunque possibile.
ne parlo meglio anche nella puntata 168 del mio podcast
Come attuare un cambiamento nella tua vita di individuo (prima che di genitore)
Per mettere in pratica un’approccio di crescita, da portare anche nell’ambito famigliare e soprattutto educativo, esistono tanti metodi, alcuni più complessi e articolati, altri che partono da una componente di quotidiana semplicità, da un “nuovo approccio”.
Ecco a te tre modi semplici ma, garantisco, davvero game changing per iniziare ad essere la persone e poi anche il genitore che avremmo sempre voluto essere.
Confronto con altre persone (nuove)
La nostra solitudine digitale non ci aiuta nel portare cambiamenti significativi nella nostra vita.
Il confronto con le vite “perfette” degli altri e il sentore che tutto quello che ci serve sia su quello smartphone, acuisce il grande male delle famiglie dell’occidente: la solitudine dei genitori.
Cercare e accogliere occasione di conoscere altri genitori con esperienze diverse dalle tue, non necessariamente legate alla tua sfera famigliare e amicale pregressa, è il seme del “si può fare, si può cambiare”.
Abbiamo dimenticato quanto le altre persone e le loro emozioni ed energie ci possano caricare.

Io ho creato un evento dal vivo che si terrà tra pochissimo, al quale sei ancora in tempo ad iscriverti.
Si tratta di un retreat intensissimo di un solo giorno, in cui parleremo di genitorialità positiva, di cambiamenti nella tua vita che possono passare proprio dall’esperienza della maternità/paternità.
La tua rivoluzione potrebbe partire proprio il 10 maggio 2025.
Agire con piccoli cambiamenti
Hai presente quando hai fatto l’abbonamento annuale in palestra… e non ci sei andata neanche per due mesi?
Hai presente quando ti sei ripromessa di trascorrere almeno una settimana in una spa “appena possibile” per riposarti come si deve?
Hai presente quando ti sei ripromessa di non alzare mai più la voce con i tuoi bambini (e non ci sei mai riuscita?)
Questi tre “fallimenti” (con tanto di virgolette) hanno una cosa in comune, e non è il tuo essere incapace di cambiare. Semplicemente sono troppo complessi, troppo ambiziosi.
Sono un obiettivo finale, per raggiungere il quale servono dei piccoli buoni propositi intermedi.
Lo sai che il nostro cervello, più non portiamo a termine un compito prefissato, più perde fiducia nella nostra stessa capacità di fare le cose?
Dunque, a volte il nostro meraviglioso ma complesso cervello va preso in giro: prefissiamoci piccole sfide, piccoli cambiamenti facili facili.
Così saremo in grado di acquisire fiducia nella nostra capacità di cambiare.
- leggi 10 minuti al giorno (non un’ora, solo 10 minuti di orologio)
- fai 20 minuti di pilates/yoga/tapis roulant al giorno (non l’abbonamento annuale in palestra, solo 20 minuti di orologio)
- conta fino a 10 ogni volta che vuoi urlare con il tuo bambino e respira a fondo
- partecipa ad un retreat di solo un giorno, con altri genitori (per la settimana di libertà, ci arriverai pian piano, ma ora parti da un solo giorno, dedicato solo al tuo cambiamento).
Non dar retta alle tue stesse scuse
Noi non siamo i nostri difetti, noi non siamo le nostre scuse e non siamo neanche i nostri pensieri limitanti: noi siamo le persone che scelgono ogni giorno a quale scusa, a quale difetto e a quale pensiero dare spazio.
La genitorialità come occasione di essere quello che abbiamo sempre desiderato
A proposito del “prendere in giro il nostro cervello”, sai che usare le tue scuse è una forte forma di auto sabotaggio? E che usando le scuse legate alla genitorialità stai sabotando anche la relazione con i tuoi figli?
Impariamo invece a vivere e a raccontare la genitorialità non come l’ostacolo più insormontabile per la nostra crescita, ma come il ponte più solido verso il cambiamento.
Essere genitori è già un cambiamento enorme: perché non cogliere l’occasione di questo capovolgimento per essere la persona migliore che hai sempre desiderato essere?

