Sulla gestione degli imprevisti in famiglia, servirebbe un intero manuale, e forse non basterebbe; cercherò di essere sufficientemente di aiuto in questo articolo, perché quando si parla di imprevisti, soprattutto le famiglie con bambini piccoli hanno decisamente bisogno di un vademecum emotivo, oltre che pratico.
Perché, te lo anticipo… buona parte della nostra capacità di gestire serenamente gli imprevisti nella vita familiare è una questione di mindset, di atteggiamento mentale.
C’è dunque del lavoro da fare su noi stessi, come genitori, prima che su ciò che accade.
Perché è importante farlo? Non solo per vivere meglio la nostra vita come genitori e membri di una famiglia che si evolve, ma anche perché il nostro modo di reagire agli imprevisti, piccoli o grandi che siano, incide fortemente sullo sviluppo dei nostri bambini e sul modo con cui loro gestiranno i piccoli grandi problemi della loro vita.

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Cosa è realmente un imprevisto
Nella nostra routine famigliare, un imprevisto può essere una fonte di stress indipendentemente dalla portata del fatto in sé:
che si tratti di un improvviso mal di pancia del bambino prima di andare ad una festa di matrimonio o al compleanno della nonna alla febbre prima di partire in settimana bianca, passando da un improvviso impegno di lavoro che ci porta a dover tornare a casa più tardi e dunque modificare la complicatissima triangolazione di recupero-figli/fine turno della babysitter/spostamento della routine cena/nanna ecc. ecc. ,
tutto diventa qualcosa che può comportare ansia, stress, paura, malumori.
Perché lo so bene che la famiglia con bimbi è un equilibrio fragilissimo, in cui tutti i pezzi si incastrano gli uni con gli altri
E forse la gestione della famiglia come un puzzle è davvero la prima cosa che dovremmo imparare a “mitigare” laddove possibile, sposando una forma più genuina di flessibilità quotidiana.
Come far sì che gli imprevisti siano meno impattanti

Partiamo dall’assunto che la vita di famiglia, soprattutto con bambini, è fatta, per sua natura, da una percentuale di cose che non si possono prevedere; se la vita è fatta di variabili, i nostri figli sono i principali rappresentanti della categoria.
Ma è nostro dovere di genitori accogliere anche questa natura, capendo che per loro, quasi tutto è nuovo: i nostri figli piccoli, soprattutto al di sotto dei cinque anni, non hanno idea di cosa aspettarsi dalla gran parte degli eventi della giornata o dell’anno. Per loro, tutto o quasi, è imprevisto.
L’importanza della delega e della fiducia

Molto spesso noi genitori ci chiudiamo nelle nostre routine famigliari e nei nostri programmi, sentendoci delle isole, delle monadi, unici scogli sui quali poggia tutto.
Beh, non lo siamo.
Siamo di certo i primi responsabili della nostra famiglia e del benessere dei nostri bambini, ma abbiamo delle famiglie allargate, abbiamo amici, abbiamo maestre e maestri, abbiamo vicini di casa di cui ci fidiamo, abbiamo baby sitter e persone che circondano le nostre vite famigliari.
Impariamo a chiedere aiuto e supporto in più a questa micro comunità, che è importante per noi e la nostra serenità e anche per i nostri figli.
La vicina di casa cui lasciare il bambino quando dobbiamo scappare in farmacia o al supermercato sarà parte delle esperienze e anche della sfera affettiva allargata del bambino, come anche i collaboratori scolastici che restano con loro qualche minuto in più quando non riusiamo a non fare tardi per prenderli a scuola.
Il poterci affidare ad una rete di persone esterne al nucleo famigliare, il cucire con loro dei sani rapporti, oltre a ridarci una fiducia perduta nelle comunità, in un momento storico in cui tutte e tutti ci aiuto isoliamo dietro i nostri tablet, trasmette anche ai nostri figli un giusto senso di fiducia nel prossimo, e anche il potere delle connessioni create dai grandi.
Allargare le maglie della routine
A volte siamo portati a pensare che una “buona organizzazione” sia quella in cui tutto è incasellato e nulla sfugge.
In realtà, una buona organizzazione, nella vita come nella famiglia, è proprio quella che tiene già in conto, in anticipo, il possibile fattore rischio.
Se ho un volo alle 11.00, e mi serve mezz’ora per arrivare in aeroporto, e ho bisogno di essere ai controlli sicurezza almeno mezz’ora prima, è sano uscire di casa alle 10.00? Beh, forse no, meglio prevedere di uscire alle 9.30 perché ci possono essere imprevisti di ogni tipo (traffico in primis).
Se, come accade quasi sempre, non ci sono imprevisti, saremo anche più sereni in tutto il processo di viaggio.
La vita in famiglia è più o meno così: quando devi pianificare, fallo sempre tenendo conto che ci possono essere degli imprevisti da gestire e dunque è bene allargare le maglie dell’organizzazione.
Imparare a… prevedere gli imprevisti

Diciamocelo, alcuni imprevisti sono in realtà assolutamente prevedibili.
Se abbiamo dei bambini piccoli che vanno a scuola o all’asilo, e pensiamo di partire per Capodanno o per la settimana bianca (cioè nel periodo del piccolo delle influenze) è bene mettere in conto che un bimbo una febbre possa prendersela; dunque facciamo una piccola assicurazione sui voli o sugli hotel in modo da avere un rimborso anche nel caso di disdetta all’ultimo.
E ancora, davvero il tuo ritardo nell’uscire dal lavoro è un imprevisto? O c’è un giorno della settimana o un periodo dell’anno in cui fai puntualmente tardi? Avere una visione più chiara sulla parte prevedibile di un imprevisto ci permette di giocare di anticipo, di delegare, di chiedere aiuto.
Cosa dobbiamo cambiare in noi per gestire meglio gli imprevisti in famiglia
Dal controllo alla flessibilità
La tendenza ad avere giornate iper organizzate, con maglie delle routine molto strette, è spesso figlia di diversi livelli di bisogno di controllo, che derivano a loro volta da risposte che diamo a cose che abbiamo vissuto.
Anche in questo caso, un lavoro su noi stessi come individui può essere di immenso aiuto nel nostro ruolo di genitori;
Molti pensano che il ruolo di genitore sia il ruolo di chi ha tutto sotto controllo, ma è l’esatto contrario. Il ruolo del genitore è quello di essere un buon “capitano della nave”, in grado di gestire con consapevolezza e presenza a se stesso anche le irregolarità della rotta.
In un articolo di qualche mese fa ti spiego meglio quanto avere un genitore flessibile sia importante per la crescita di un bambino e come essere più flessibili come genitori e come adulti.
Accettare che la vita è in parte imprevedibile
Quando qualcosa ci sfugge di mano e siamo costretti a rinunciare, modificare piani, quando qualcosa non va come vorremmo, so che la frustrazione è forte, ma è con noi stessi che dobbiamo gestirla, non con i bambini.
Niente musi, atteggiamenti passivo aggressivi o peggio ancora urla perché qualcosa non è andato secondo i piani.
Così facendo, in modo reiterato e perpetrato, rischiamo di trasmettere ai nostri figli il terrore dell’imprevisto. In pratica, il terrore della vita stessa.
Abbracciare l’imprevisto quando non possiamo fare altrimenti
Su questo so che ci sono molti pareri discordanti, ma se un bambino si ammala prima di un viaggio, “prendi la tachipirina e partiamo lo stesso” non è una buona risposta. Se un bambino è malato il suo corpo ha bisogno di riposo e i bisogni dei bambini vengono prima del nostro sacrosanto bisogno di un viaggio.
La vita è fatta di priorità, soprattutto quando le abbiamo scelte e stabilite in precedenza.
Dover cambiare un piano, una routine, un progetto può essere, come nell’esempio appena fatto, il solo modo per preservare la salute e il benessere di un membro della famiglia.
A volte possiamo prevedere gli imprevisti;
A volte, con una buona dose di flessibilità, affrontarli e deviare rotta;
A volte vanno solo accettati e affrontati.
La vita, prima ancora della genitorialità, è anche questo.

