Una delle paure sempre più frequenti tra i genitori con i quali, come pedagogista, mi confronto quotidianamente, è l’adolescenza e la pre adolescenza.
Anche nelle consulenze individuali o di gruppo di genitori con bambini piccoli, di soli tre o quattro o cinque anni, aumenta nei genitori l’ansia di poter essere delle guide per questa fase complessa della vita di una famiglia.
E la paura più costante non è tanto quella della ribellione, delle risposte antipatiche, delle esigenze improvvisamente diverse, ma della società che là fuori accoglierà i nostri ragazzi quando usciranno dal nido, come è giusto che sia.
Nel diffuso senso di solitudine delle famiglie moderne, sempre più isolate, loro malgrado, da ritmi serratissimi e un sistema sociale disgregante, i genitori sono davvero spaventati dall’adolescenza e pre adolescenza.
Quest’ultima sembra essere resa, per altro, sempre più prematura da un marketing che tratta i bambini come giovani adulti (per farli consumare come tali)

Prima di proseguire nel dirti come puoi preparare già oggi i presupposti per un’adolescenza con meno rischi e tanta fiducia tra te e i tuoi bambini-futuri ragazzi, ti ricordo che nella seconda edizione del retreat
La rivoluzione Gentile
ci sarà un’intera e approfondita sessione sull’adolescenza e pre adolescenza guidata dalla psicologa dell’età evolutiva Francesca Ribaudo.
Sbircia tutto il programma
Il mito della trasformazione “improvvisa”
La narrazione diffusa nelle nostre famiglie in merito all’adolescenza, è costellata da molti falsi miti.
Ad esempio, l’idea che tutto cambi all’improvviso, nell’arco di poche settimane, l’inizio della scuola media.
Vediamo un improvviso legame con i compagni di scuola, un’improvvisa distanza dalla famiglia, una ribellione, un senso di sfida, porte delle camerette chiuse come archetipo di una chiusura dell’anima dove la famiglia di origine e i genitori restano fuori.
Un giorno li vediamo, improvvisamente, grandi.
In realtà di improvviso c’è ben poco.
L’interesse dei bambini per “gli altri”, non solo su un piano di attrazione fisica ma anche di riconsocimento sociale del gruppo, parte molto prima di quei famosi “teen”.
Dall’altro lato, noi genitori ad un certo punto cerchiamo di introdurre discorsi sulla fiducia, discorsi sulla sessualità e l’affettività, e al contempo siamo di fronte all’apparentemente improvvisa necessità di cambiare regole di casa e routine.
E ci sentiamo impreparati.
In realtà, ci sono delle scelte pedagogiche che possiamo fare e mettere in atto quando i nostri figli sono molto piccoli, che preparano ad una gestione migliore di questo passaggio, esponendo i nostri ragazzi a meno rischi.
Si tratta di scelte forse più difficili, ma lungimiranti, che daranno ai nostri figli delle guide sicura (cioè noi) anche quando, negli anni dell’adolescenza, avranno il sano e necessario bisogno di legarsi ad ambienti al di fuori della famiglia, all’ambiente dei “pari”.

Coltivare davvero la fiducia, anche nell’infanzia
Difficile convincere un ragazzo o una ragazza adolescente di quanto è importante dirci la verità sempre e instaurare un livello alto di fiducia, se dagli zero ai dieci anni non abbiamo fatto altro che mentire, manipolare, prendere in giro. Scusa se sono cruda, ma non voglio tirarla troppo per le lunghe, andiamo dritti al punto.
Abbiamo tradito la fiducia dei nostri figli tutte le volte che abbiamo mentito su quello che stavano mangiando, solo per farli mangiare.
Li abbiamo raggirati tutte le volte che abbiamo fatto promesse improbabili di attività e giochi come premio per far fare loro qualcosa, subito.
Abbiamo tradito la loro fiducia ogni volta che abbiamo
Non parlo certo della storia di Babbo Natale (anche perché Babbo Natale esiste eccome). Ma delle menzogne dette con lo scopo di modificare i loro comportamenti nell’immediato.
Educare al consenso fin dai primi anni
Anche la sfera relativa alla fisicità e al contatto con gli altri spaventa i genitori soprattutto quando ci si affaccia all’adolescenza.
Insegnare il rispetto per il proprio corpo e l’assertività nel pretendere lo stesso rispetto dagli altri, inizia a preoccupare molti genitori solo quando si rendono conto che quei corpicini stanno crescendo, insieme agli istinti e agli ormoni in evoluzione.
Prima di quei 9-10 anni, però, era perfettamente sdoganato il “dai un bacino alla zia, se no ci rimane male”, “La nonna ti ha fatto un regalo, nemmeno un bacio le dai?”.
E invece, capire che il contatto fisico non è soggetto a scambio materiale o emotivo, ma solo a volontà sincera è un concetto che si immagazzina fin da piccoli nei pattern comportamentali.
Leggi anche Educazione al consenso, già nella prima infanzia
Anche di questi aspetti molto delicati parlerà la psiscologa del neurosviluppo Francesca Ribaudo, nell’incontro dal vivo del 16 maggio 2025
Il dca si allena e coltiva nell’infanzia

La Disciplina Dolce non ama la dinamica di premi e punizioni ma, in molti casi, sono una soluzione più veloce.
Ma se dire ad un bambino “metti a posto i giochi altrimenti niente parco” è una soluzione veloce in alcuni casi “emergenziale”, con minori conseguenze, quando la punizione è “se non mangi la pasta, niente dolce” o, peggio “sei fai il bravo andiamo a prendere il gelato” può comportare conseguenze
- nei comportamenti alimentari del bambino e dell’adulto
- nel suo rapporto (consolatorio o punitivo, comunque tossico) con il cibo
- nel suo rapporto con il genitore, per antonomasia figura “nutrimento”.
Se al cibo, oltre che le punizioni, associamo anche i premi, stiamo preparando la strada per un dca (disturbo del comportamento alimentare) che no, non parte all’improvviso nell’adolescenza perché qualcuno a scuola ha fatto un commento sul corpo.
Il rapporto con il cibo è troppo delicato e importante per passare da ricatti, punizioni, privazioni o cose fatte di nascosto (es. la nonna che dà una caramella e poi dice “non diciamo nulla alla mamma”).
L’educazione sentimentale ed emotiva parte dai primi anni di vita

Le relazioni sane sono basate sulla fiducia, sulla sincerità, sul rispetto e sulla trasparenza.
Quindi, se basiamo il nostro approccio pedagogico con i nostri figli piccoli sul non mentire, non manipolare, non premiare in cambio di qualcosa o senza minacciare e punire “per il loro bene”, sarà di certo più semplice per loro capire, anche da giovani adulti, che
- chi mente
- chi manipola
- chi usa la forza
- chi controlla
non ama e non lo fa per il suo bene.
Leggi anche Educazione sentimentale ed emotiva ai figli
La voglia di cambiare le regole non nasce in pre adolescenza
Per i bambini le regole e le routine sono importantissime, lo sappiamo.
Le routine e le regole aiutano a creare un senso di protezione, dei punti di riferimento.
Ma la vita di un bambino (e di una famiglia con bambini) si evolve e cambia in fretta, quindi è importante imparare a vivere regole e routine con la flessibilità di chi osserva le esigenze reali dei bambini e trovare dei modi per “concertare” dei piccoli cambiamenti, anno dopo anno e a volte anche mese dopo mese.
Se impariamo con i nostri figli a concertare dei piccoli cambiamenti, graduali e non traumatici, nelle regole e nelle routine famigliari, fin dagli anni dell’infazia, insegnamo ai nostri futuri ragazzi
- che le regole esistono
- che le regole si rispettano per rispetto alle altre persone del gruppo famiglia
- che le regole sono soggette a trattativa, a dialogo
- che le regole si possono cambiare (non serve mentire o fare cose di nascosto
Questa è la teoria, e so che appare fin troppo facile.
Se sai che la pratica ha un altro livello di difficoltà, ribadisco il mio invito a partecipare al retreat (incontro dal vivo per una giornata intensa e intensiva) il 16 maggio 2026.

