On the road con bambini piccoli: come organizzarlo e non impazzire

Disciplina Dolce

On the road con bambini piccoli: come organizzarlo e non impazzire

Qualche mese fa, Leti, una delle mie figlie (gemelle) mi ha portato un foglio a righe, strappato da un quaderno a scuola.
Sembrava una mappa del tesoro, per come era spiegazzato, forse passato da tante mani durante la ricreazione; sopra c’era scritto, in una deliziosa calligrafia da seconda elementare “METE BELLISSIME”.

Un compagno di classe originario del Marocco le aveva indicato alcuni territori del suo paese e in pratica la bimba è tornata a casa con un biglietto che per noi è stata pura ispirazione.

Da lì è nata l’idea del nostro itinerario, dieci giorni che raccoglieremo tra i ricordi più belli della nostra vita.

Viaggio on the road con bambini: la nostra esperienza

Lo ammetto: più volte, nell’arco di un itinerario sfidante, mi sono chiesta come fosse possibile che due bimbe, per quanto abituate al privilegio di viaggiare, potessero essere così serene o comunque flessibili anche nei momenti più “scomodi”.
Tante ore in auto da una tappa all’altra, in strade non sempre comode; resistere ai momenti morti inventando sempre qualcosa, gestire le tensioni e i litigi tra di loro in totale autonomia.

Mi stupivo, nel guardarle, nonostante io stessa sia pedagogista, oltre che loro mamma: Io e Angelo ci siamo chiesti se davvero siamo fortunati ad avere due bimbe che, pur restando bimbe, hanno una grande maturità emotiva o se… forse una pacca sulla spalla più forte del previsto dovevamo darla anche a noi, come genitori.

Perché se è vero che un viaggio, per quanto spartano e on the road, è sempre un privilegio, e non entra di certo nel perimetro delle cose difficili della vita (sempre bene ricordarselo), è pur vero che viaggiare è una palestra delle nostre reazioni a cose come la diversità, l’adattamento, il compromesso,

Dunque, come hanno fatto le nostre bambine a vivere quei giorni senza stress, senza pianti apparentemente immotivati, permettendoci di vivere un’esperienza sfidante, diversa ma bellissima e memorabile?

Per fare un on the road con bambini di 7 anni devi iniziare a lavorare quando ne hanno tre

Non è un’iperbole e non sto esagerando.
Per i tempi e i modi di viaggio di un itinerario in auto e in bus nelle zone più complesse e talvolta remote di un paese straniero, serve avere una calma e una regolazione emotiva che persino pochi adulti hanno.

E a queste caratteristiche individuali si inizia a lavorare molto presto.

  • senza negare le emozioni negative quando arrivano (I.e. accogliendo le crisi di pianto come un momento di sfogo e regolazione emotiva, da contenere e non da bloccare a tutti i costi)
  • imparando ad essere flessibili noi stessi , prima di pretendere flessibilità da loro
  • senza intervenire inutilmente nei litigi (i bambini sanno benissimo come e quando entrare e uscire dal conflitto)


Sulla gestione di litigi e delle tensioni (tra bambini, ovviamente, ma anche tra di noi), ho dedicato un intero video corso.

Un corso pratico per aiutare i genitori a gestire i litigi tra fratelli, coetanei e bambini di età diverse, trasformandoli in opportunità di crescita, con strategie concrete per favorire il rispetto reciproco e la comunicazione.

Inizia un nuovo percorso

Decidete le tappe insieme

Noi abbiamo scelto il Marocco perché la “mappa” dell’amico di mia figlia ci è sembrato un segno, una conferma di qualcosa che io e mio marito volevamo fare da un po’ e il fatto che la vita e il destino abbiano fatto passare il messaggio dalle mani e dalle amicizie di mia figlia, ci ha convinti definitivamente.

Ci sono tanti modi per coinvolgere i bambini nella scelta della destinazione, ma anche nelle attività e tipologie di tappe.

Il viaggio inizia prima di partire: facciamo in modo di prepararci a priori con un programma che possa accontentare tutti (e soprattuto loro).

Ma voi, siete davvero pronti ad un on the road? (a prescindere dai bambini)

Il viaggio è spesso fatto di sorprese e inconvenienti; un viaggio itinerante a tappe lo è ancora di più. Questo è un assunto che dobbiamo interiorizzare in primis noi, adulti.

Se noi stessi tendiamo a non mantenere buoni equilibri di coppia o di gruppo in situazione di scomodità, stress, sfide piccole o grandi che siano, sarà difficile trasmettere quella “regolazione emotiva” di cui scrivevo in apertura.

Sia ben chiaro, non si tratta di un giudizio: non essere (ancora) pronti ad alcuni tipi di esperienza non vuol dire non essere flessibili, in gamba, sicuri; a volte anche capire i nostri limiti può essere un modo per non spostare troppo in là i limiti dei nostri bambini.

Se non siamo pronti ad un viaggio sfidante, con meno comodità, con molti momenti di necessario adattamento, il viaggio on the road con bambini rischia di essere un calvario.

Mettiamo in valigia relativismo e curiosità

A volte dimentichiamo che viaggiare è un privilegio che non tutti hanno.
Anche un On the road avventuroso è, di fatto, un lusso e comunque un modo per testare noi stessi e non certo il mondo intorno a noi.

Un viaggio, ovunque esso sia, può insegnare ai bambini a guardare il mondo con occhi spalancati di curiosità o con occhi di velato giudizio.
E questo, neanche a dirlo, dipende da noi.
Anche il commento ironico e innocente, ma sarcastico e supponente, sulla cultura che ci sta accogliendo è un flusso di idee che passiamo ai nostri figli.

Se trasmettiamo giudizio coloniale nella vita di tutti i giorni, i nostri figli porteranno con sé questo bagaglio molto molto scomodo.
E si sa, un bagaglio scomodo è la prima causa di un pessimo viaggio.

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