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Manipolazione psicologica ed emotiva nelle relazioni

Ormai si sente un gran parlare di manipolazione psicologica ed emotiva, soprattutto nelle relazioni di coppia: anche grazie ai messaggi veloci su social come TikTok, è tutto un gran proliferare di “warning” verso le persone manipolative.

Ma oggi che siamo qui tra di noi, con calma, di fronte ad un testo scritto e all’audio del mio podcast, diciamo qualcosa in più sulla comunicazione manipolativa, scendiamo più a fondo, come piace a noi, e facciamo un distinguo tra manipolazione e persuasione, capiamo meglio chi usa nei nostri confronti una comunicazione manipolativa e…

… affrontiamo l’idea che, probabilmente, anche tu usi metodi di comunicazione manipolativi, anche se ancora non lo sai (e se non è del tutto e solo colpa tua)

Manipolazione e comunicazione: qual è il loro legame?

L’obbiettivo della comunicazione è quello di fare arrivare un messaggio: il messaggi può essere una richiesta, un’emozione, un consiglio, un avvertimento.

Per far arrivare un messaggio è necessario usare un linguaggio che il nostro interlocutore comprende, usare codici comuni, fare esempi per mettersi in sintonia, in qualche modo, con l’altra persona.

A tal propostito, tempo fa abbiamo parlato della differenza tra la comunicazione – sciacallo (quella aggressiva e manipolativa) e la comunicazione “giraffa” e abbiamo spiegato perché la seconda, soprattutto con i bambini, ha risultati migliori soprattutto sul medio lungo termine.

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come farsi ascoltare

Purtroppo quasi tutti, in modo più o meno inconsapevole, nella vita, ci troviamo di fronte a chi usa una comunicazione manipolativa per farci fare qualcosa, o per non farcela fare.

Questo approccio ci viene trasmesso fin dall’infanzia e in modo automatico diventa componente del nostro modi di comunicare, oltre ad avere conseguenze su tante cose, dal nostro senso di colpa alla nostra capacità di vivere con serenità il disaccordo.

Che differenza c’è tra manipolazione e persuasione?

elena cortinovis - manipolazione psicologica cos'è

Voler convincere qualcuno della bontà o giustezza della nostra posizione, opinione, dell’utilità di un nostro consiglio è naturale e davvero non c’è nulla di male; fa parte della comunicazione stessa la volontà di portare qualcuno dalla nostra parte.

La persuasione usa tecniche argomentative ed esempi pratici per far capire i benefici di una cosa, magari rispetto ad un’altra.

Ad esempio, il nonno che ti dice “non fare questa vacanza, così tra qualche anno avrai più soldi per una casa”. C’è un’azione, legata ad un effetto.

Non è detto che il suo punto di vista ci convinca, ma nella sua argomentazione il nonno, nel cui immaginario “casa” è sinonimo di sicurezza, ci dà un esempio concreto di un vantaggio per noi (non per lui). Magari di quel vantaggio non ce ne importa nulla, ma la sua argomentazione non è stata manipolativa né della realtà né delle nostre emozioni.

Un esempio di tentativo di persuasione è anche, ad esempio, l’assaggino di un prodotto al supermercato: farti provare qualcosa di buoni per convincerti ad acquistarlo. Se “ci caschi” non sei stato manipolato bensì convinto.

Che cosa è la comunicazione manipolativa?

cmunicazione non violenta con i bambini

Diversa è la manipolazione nella comunicazione, che mira non ad un benefit per te (e perché no, anche per l’interlocutore) bensì un modo per modificare il tuo stato d’animo, i tuoi sentimenti verso qualcosa, per portarti a fare non una ma una serie di azioni.

La comunicazione manipolativa mira alla manipolazione psicologica ed emotiva e non è difficile capire il motivo per cui non dobbiamo cadere nel tranello di chi la attua (anche se “a fin di bene”), ma neanche nel tranello di attuarla noi stessi.

La manipolazione rielabora la verità, dandone una versione parziale e distorta.

“Se vai in vacanza, io non dormirò la notte e avrò attacchi di panico”.
Le due cose non hanno una logica consequenzialità: non c’è alcun motivo logico per cui la tua vacanza debba comportare insonnia e panico.

Si tratta di una realtà parziale, di cui il ricevente deve farsi carico (con responsabilizzazioni indovute e sensi di colpa).

Oppure

“Se vai in vacanza ogni anno, non lascerai niente ai tuoi figli”
Dove sta scritto? Cosa dovrei lasciare? Una casa di proprietà… che magari per loro sarà un peso di cui non potranno disfarsi perché qualche zio dirà
“Pensa a tutti i sacrifici fatti da tuoi genitori”! E così abbiamo un saggio di come la comunicazione manipolativa attraversi generazioni intere.

papa assenti come fare

La premessa mi è utile per dimostrare come tutti, anche senza inciampare nell’inferno delle relazioni di coppia tossiche, siamo stati in qualche modo vittime di comunicazioni manipolative, ed è forse per questo che spesso le mettiamo in atto con i nostri figli.

Vogliamo il loro bene, ovvio. Ma avere un risultato nell’immediato può portare a conseguenze tristi, a lungo termine.

Faccio altri esempi di comunicazione manipolativa con i piccoli.

“Se mi vuoi bene, smetti di urlare quando giochi”.
“Se non mangi tutta la pasta, poi lei piange” (Sì, ho sentito dire che anche la pasta piange)
“ah, quindi vuoi stare il week end con il papà? Lasci la mamma sola?”
“Se non finisci la cena, in camera tua”
“Ora che viene papà gli dico che stai facendo baccano… e le prendi”.

Quando, per cambiare l’azione di un bambino, agiamo sul suo stato mentale, agendo su angoscia, paura, senso di colpa, stiamo manipolando.

E forse nell’immediato avremo l’azione/reazione che ci serve, come farlo mangiare a prescindere, anche se non ha fame, farlo stare in silenzio.

Ma alla lunga rischiamo di annaffiare l’idea che il non fare quello che vogliono mamma e papà, e poi la maestra, e poi il migliore amico, e poi gli amici e poi i partner… genera dolore.

Quindi meglio obbedire. Sempre.

In altri casi possono nascere in loro sentimenti contrastanti di astio, precarietà emotiva, poca sicurezza di sé e, nella migliore delle ipotesi, anche loro da grandi useranno comunicazione manipolativa con i genitori (Se mi volessi bene, me li daresti i soldi per quella vacanza con le amiche!).

elena cortinovis soffia su una candela

L’ultimo esempio è per dire che nessuno ha davvero colpa: la comunicazione manipolativa ci viene spesso trasmessa.

Ma noi abbiamo il potere di imparare ad essere comunicatori e comunicatrici migliori.

Ho scritto qualcosa su come essere assertivi senza essere autoritari e se vuoi puoi approfondire quello che ho scritto su come usare una comunicazione non violenta con i piccoli.

Oltre a tutte le risorse gratuite, le nostre “chiacchierate virtuali” qui, su Instagram e nel podcast che esce ogni settimana, è anche possibile, per un costo davvero alla portata di tutti, acquistare il corso IMPARA A COMUNICARE PER FARTI ASCOLTARE , 17 lezioni in cui scopriremo tutti gli aspetti della comunicazione efficace con i piccoli e con gli adulti.

educatrice e consulente per l'infanzia elena cortinovis

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