Esiste una narrazione diffusa, secondo cui l’amicizia dopo la nascita dei figli sia qualcosa di difficile, quasi impossibile, da trovare o continuare a coltivare.
Personalmente, credo che sia non solo vero, ma anche, in fondo, giusto.
La nascita (e poi anche la crescita) dei nostri figli comporta così tanti cambiamenti e rivoluzioni nella vita che è difficile poter dare ad altre relazioni il giusto spazio e la giusta intensità.
Ma l’amicizia dopo la nascita di un figlio è davvero qualcosa cui rinunciare, con rassegnazione e spesso anche con rabbia?
A mio avviso no, e chi ha piacere a seguire le mie storie su Instagram anche nei momenti più goliardici, ampi e narrativi, che vanno oltre gli stretti consigli pedagogici, lo sa: ho delle amiche con le quali trascorro tempo e con le quali mi diverto. E non si tratta solo di amiche di vecchia data, ma anche di amicizie nuove.
Prima di addentrarmi in alcune riflessioni e anche qualche pratico consiglio sul coltivare amicizie dopo la genitorialità, ci tengo a dire una cosa: Per i nostri figli siamo un modello anche nelle relazioni che escono fuori dalla famiglia.
Parte della loro fiducia nel mondo, negli altri, nelle amicizie, viene da quello che vedono fare a noi; il primo approccio che avranno verso le relazioni amicali, partirà da come vedranno noi genitori muoverci in queste relazioni, finché non saranno abbastanza grandi da stabilire il loro, unico e autonomo, metodo di costruzione delle relazioni amicali.

“I veri amici si vedono dopo che hai figli”

Leggo e sento spesso questa frase.
La ascolto con interesse e attenzione quando un genitore la pronuncia, perché rispecchia
- un profondo senso di solitudine, che non è colpa degli amici ma di una società e sistema paese che tende a lasciare sole le famiglie,
- un approccio granitico alle amicizie: per molte persone, le amicizie sono tali solo se durano per sempre e solo se sono immutabili
- una tendenza dei genitori a non accettare che, alcune persone, possano non avere tempo e voglia di trascorrere tempo con i loro bambini
Su quest’ultimo punto, mi permetto di dare uno spunto di riflessione, una sorta di provocazione:
un amico, ha scelto di essere amico tuo e di passare tempo con te.
Non è detto che un amico/amica debba per forza essere anche amico del tuo fidanzato/fidanzata/moglie/marito e non è detto che debba avere voglia di passare tempo con i tuoi figli.
Può e deve rispettarli, capire che sono importanti tasselli della tua vita, ma un amico ha scelto te…
e i tuoi figli non sono te.
essere amici con chi ha visioni educative molto diverse dalle nostre
Qui introduco un ostacolo che per me è determinante nella gestione delle vecchie amicizie, dopo la nascita dei figli e soprattutto durante la loro crescita.
L’amicizia è fatta anche di scambi sereni, di esperienze e di opinioni. Soprattutto per persone con figli, parlare di figli è frequente, inevitabile e spesso diventa il principale argomento.
Se un genitore sposa la disciplina dolce, senza premi e punizioni, senza approccio violento mai, in nessun caso (senza botte, senza urla), può continuare a uscire, frequentare, scambiare momenti di intimo dibattito con genitori che puniscono, minacciano, manipolano i loro bambini?
E un genitore che crede che la disciplina non violenta sia una roba da fricchettoni, può essere realmente amico di chi invece ritiene che quello sia l’approccio più giusto?
Imparare a lasciarsi andare

Nell’educare i nostri figli (e noi stessi) alle relazioni sane, un pezzo di strada passa nell’insegnare a lasciare andare le persone, senza rancore e senza rimpianto.
A volte bisogna accettare che le persone che ci hanno accompagnati per tanti anni, ora sono cambiati attraverso strade molto diverse dalle nostre… e non c’è nulla di sbagliato, nessuno ha necessariamente torto o ragione.
Spesso il migliori modo per onorare un’amicizia è regalarsi, reciprocamente, la libertà di non tenerla in piedi su basi vuote.
Bisogna imparare a trovare amici e poi, quando è necessario e giusto, imparare a lasciarli andare.
Aprirsi a nuove amicizie dopo la nascita dei figli
Checché ne dicano molti, le vere amicizie, le amicizie preziose NON sono solo quelle che ti fai al liceo e all’università.
Sono amicizie diverse, perché hanno tempi di gestazione diversi e sfide diverse. Le amicizie degli anni di gioventù hanno tempi diluiti, pomeriggi lunghissimi a parlare di niente o di tutto, nascono su un senso di spensieratezza che, spesso, cozza e si scontra con i problemi della vita adulta.
E no, non sono le uniche amicizie possibili.
Da adulti, dopo i 35-40 anni e soprattutto dopo la nascita dei figli, i tempi sono più ristretti ma più densi.
E’ vero che abbiamo meno tempo per coltivare nuove amicizie, ma abbiamo anche maggiore intuito e consapevolezza di cosa vogliamo e cosa no, chi siamo e chi non vogliamo essere, in cosa crediamo e cosa invece di respinge.
Abbiamo più capacità di capire subito, in pochi minuti a volte, chi può essere nostro amico e chi no.
Soprattutto, da adulti e dopo la nascita dei figli, il tempo è così prezioso che il nostro intuito può imparare a capire dove val la pena di investire questa risorsa scarsa.
Quindi sì, potrebbe accadere che preferiamo trascorrere quelle due uniche ore libere a settimana con una persona conosciuta da poco ma che ci trasmette energia, vitalità, scambio positivo e non con compagnie di una vita, ma con le quali non abbiamo più nulla da condividere se non bellissimi ricordi di gioventù.

