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Autostima per bambini: farli crescere sicuri e con amor proprio

L’autostima degli adulti, nasce da piccoli.
E non nasce né cresce attraverso perpetrati, continui e non sempre utili complimenti. Non è il “ma come sei bella” o il “ma come sei forte” che farà davvero crescere un senso di sé sicuro, una consapevolezza di meritare il proprio posto, felicità e amore nel mondo.

A volte noi genitori abbiamo così paura di far crescere bimbi con poca autostima (magari… come è capitato a molt* di noi) che involontariamente siamo i primi a nutrire la loro scarsa fiducia nelle loro stesse azioni.

educatrice e consulente per l'infanzia elena cortinovis

Puoi ascoltare i contenuti di questo articolo anche nell’episodio 17 del mio podcast in cui ogni settimana parliamo di educazione e crescita con i nostri piccoli

Bambini arrendevoli: sono davvero deboli?

bambini che litigano

Partiamo dalla paura dei genitori di vedere i loro piccoli arrendevoli, remissivi, soggetti alla “prepotenza” e aggressività di altri bambini.

Partendo dal presupposto che anche il concetto di aggressività nei bambini merita un approfondimento, e ne abbiamo parlato anche nell’episodio 15 del podcast, siamo davvero sicuri che un bambino che non reagisce e non “si fa valere” sia davvero debole?

Per rendere un bambino più forte… dobbiamo davvero chiedergli di arrabbiarsi?

No, non è detto, non è sempre così.
Spesso il bambino che cede ad un capriccio di un altro (amichetto o fratellino/sorellina che sia) ha solo maturato un livello diverso di sensibilità.
I nostri bambini ci insegnano che ci sono situazioni nelle quali è giusto fare un passo indietro; lo facciamo anche noi in fondo, e loro è noi che imitano.

Il bambino che nel litigio tende a cedere, a non dare interesse alle ingiustizie, non è un bambino da “modificare” e plasmare in base a ciò che è per noi il concetto del “farsi valere”.

Le regole dell’interiorità della vita dei figli non sono sempre e necessariamente le nostre, da adulti.

Nel podcast e nell’articolo sui litigi tra bimbi facevo riferimento alle mie gemelle: una delle due, Letizia, è più assertiva, appare a volte anche prepotente. Ginevra invece è quella più remissiva, la accontenta anche quando fa capricci e spesso sono stata io ad incoraggiare Ginni a non essere sempre arrendevole, di non temere di farsi valere anche se poi Leti piange.

E anche qui ripeto che è stata proprio Ginni ad insegnarmi che lei, pur essendo gemella di Letizia, ha da questo punto di vista più consapevolezza e autocontrollo. E per lei, ad un certo punto, non vedere piangere Leti è più importante che continuare a giocare con quel gioco. Ed è lei quella che dimostra forza.

Se un bambino si lascia strappare un giocattolo e non sembra turbato, perché essere proprio noi a mettergli addosso l’ansia e la sensazione di aver subito un’ingiustizia?

Spostiamo il focus: i bambini non impareranno ad essere sicuri di sé solo vincendo in un litigio ma in tanti ambiti.
I piccoli acquisiranno autostima quando impareranno ad essere sempre più autonomi, passo dopo passo, quando capiranno che i genitori hanno fiducia in loro e nelle loro azioni.

Lasciarli sbagliare e dar loro fiducia

autostima per bambini

Il modo migliore per crescere sotto tutti i punti di vista, compresa la fiducia in sé, è sempre lo stesso, per tutti, dall’infanzia fino alla vecchiaia inoltrata: sbagliare e imparare.

In teoria tutti noi genitori lo sappiamo bene, ma fino a che punto siamo in grado di accettare l’errore?

In quali cose non riusciamo a lasciarli sbagliare?

Certo, ci preoccupiamo, non vogliamo che si facciamo male, ma ti lancio una provocazione forte come un fulmine: il più delle volte non li lasciamo sbagliare perché… non crediamo realmente in loro.
Non crediamo che autonomamente (e non certo in solitudine) possano capire, migliorare, imparare. E qui sbagliamo.
Fidiamoci del loro istinto, della loro capacità di accorgersi che no, le scarpine non vanno messe così perché sono al contrario, che su quel gradino senza aiuto non posso ancora salire, che quel giocattolo posso tenerlo anche se un altro bimbo lo chiede.

Ma quindi, noi non dobbiamo intervenire?

autostima per bambini

La domanda è lecita e legittima e il dubbio è un macigno.
Non devo mai intervenire se un amichetto a scuola fa il prepotente e gli toglie tutti i giochi?

Se mette la maglietta al contrario, magari quella super sporca, devo fare finta di nulla?

Devo davvero fargli fare tutto, anche quando so che entro tre-due-uno si farà male?

No, ovviamente no. Possiamo e dobbiamo intervenire, ma facciamolo per aiutare e non per correggere.

bimbi e autostima

Se ci rendiamo conto che un atto o ripetuti atti di prepotenza fanno soffrire nostro figlio/nostra figlia, tra amichetti o con fratelli e sorelle, offriamo aiuto. Ma accertiamoci che la cosa faccia soffrire nostro figlio, e non noi, che sul lavoro abbiamo imparato che senza mostrare gli artigli non si va avanti! Questi sono nostri pesi, non dobbiamo per forza e subito traslarli sulle piccole spalle dei bambini.

Se la piccola è in difficoltà nel mettersi le scarpine e inizia a piangere, offriamo aiuto.

Spesso è una questione di linguaggio e di approccio per cui se invece di

“Non si mettono così, fai fare a me”;
“Non si mettono a posto così i giochi, lascia, faccio io”
“No non lasciargli prendere il tuo giocattolo, fatti valere!”
(frasi e concetti che uccidono e avvelenano a piccole dosi l’autostima dei bambini) passassimo a
“Vuoi una mano o fai da sola? Ma ti fanno male le scarpine? Le vuoi sistemare meglio?”
faremmo un grande passo avanti nel comunicare forza e fiducia nelle loro azioni.

Noi siamo, come genitori, il loro primo specchio su loro stessi. Se vedono dubbio e paura nei nostri occhi e nelle nostre parole, nei confronti delle loro azioni, matureranno incertezza.

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