Ho rinunciato a tutto per te: la frase che fa più male a un figlio

Disciplina Dolce

Ho rinunciato a tutto per te: la frase che fa più male a un figlio

Le forme attraverso le quali manifestiamo amore ai nostri figli, sono tante. L’annullamento non è una di queste.

A volte abbiamo davvero la sensazione, o anche la certezza, che per i nostri figli abbiamo rinunciato a tutto: ad una carriera, ad una stabilità economica, all’assoluta indipendenza.

E questo stato di annullamento di sé è spesso una scelta che continuiamo a perpetrare di anno in anno, di giorno in giorno e di scelta in scelta.

Ma lo facciamo davvero per i nostri figli? O lo facciamo perché non annullarci comporterebbe una forma troppo forte di giudizio e pressione dall’esterno?
E se questo giudizio venisse in realtà non solo dall’esterno ma anche dal nostro bias e auto-giudizio?

Oggi in questo articolo analizziamo un po’ meglio il tema scottante dell’annullamento genitoriale e, soprattuto, dell’auto annullamento genitoriale.
Quali sono le reali cause e come (e perché) evitare che diventi un ritornello nella vita dei tuoi figli.


Il tema è così importante che tutto il primo mese della mia membership, che sta per partire, è dedicata proprio a questo, all’annullamento genitoriale.

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L’annullamento genitoriale come arma di ricatto affettivo

Partiamo dalla verità più difficile da digerire, per poi capire da dove proviene questo approccio (spoiler: non viene dal fatto che siamo cattivi genitori, ma persone che si trascinano dietro dinamiche relazionali difficili).

Rinunciare ad avere una vita e sentirsi annullati per i proprio figli è spesso una inconsapevole scelta che facciamo, e che usiamo nel tempo come gancio per legare l’amore dei nostri figli a noi.

Come se una parte di noi, profonda, nascosta, buia, sola, non accettasse l’idea che meritiamo amore a prescindere dal “sacrificio estremo” che facciamo per meritarlo.
Avendo vissuto come se la ricerca di amore fosse una lotta continua, quando abbiamo davanti l’essere che più amiamo al mondo temiamo che il solo appiglio al suo affetto sia il sacrificio estremo e, soprattutto, la costante verbalizzazione di questo sacrificio.

L’annullamento genitoriale come riconoscimento sociale

immagine generata con AI

Molti di noi sono cresciuti in contesti in cui i nostri genitori, e soprattutto le nostre madri, sono state realmente costrette ad annullarsi per la famiglia.
Se non le nostre madri, le nostre nonne.
E hanno usato la maternità come sola forma di riconoscimento sociale.
Non è una colpa in senso stretto, ma una caratteristica di una società che si sono dovute portare addosso e che noi abbiamo ereditato.
Abbiamo interiorizzato, dalle loro parole, che un genitore (e in particolare una madre) è sufficientemente buona solo se rinuncia a qualcosa, meglio se a tutto.
Non solo alla carriera, concetto molto sopravvalutato nel bilancio di una vita, ma alle passioni, agli hobby, agli amici, all’indipendenza economica.

Nel complesso sistema del confronto intergenerazionale, è difficile liberarsi dalla paura di non essere abbastanza, se non si è come chi ci ha preceduto.

L’annullamento genitoriale come auto-deresponsabilizzazione

bravo papà

E ini alcuni casi, ribadire costantemente di aver rinunciato a tutto per i proprio figli è un modo per non ammettere di aver fatto delle scelte derivanti, invece, da altro.
Un figlio è un giro di boa nella vita, inutile e sciocco negarlo.
Dopo un figlio è infantile pensare che tutto possa essere come prima, fosse anche solo per il fatto che quando nasce un figlio, nasce anche un genitore.

Spesso noi o chi ci sta intorno non è realmente pronto a questo cambiamento:
molti amici non sono davvero pronti al fatto che non potremo dedicare all’amicizia lo stesso tipo di tempo di prima,
i nostri colleghi non accettano realmente il fatto che il lavoro non sarà più la nostra unica e sola priorità,
il nostro partner non è davvero pronto ad accettare un ribilanciamento emotivo (e ormonale).

Quindi, invece di essere assertive e assertivi, capire e riflettere su quello che cambia perché è giusto che cambi, diamo letteralmente tutta la responsabilità ai nostri bambini e alla genitorialità in genere.

Perché annullarsi come persona non fa bene ai tuoi figli

siamo venuti bene lo stesso - educazione violenta

I nostri bambini non hanno bisogno di valletti che esistono solo per loro: hanno bisogno di essere priorizzati, certo. Hanno bisogno di essere visti e accolti, ma da guide sicure.
I genitori che aiutano i bambini a crescere bene e avere fiducia nella vita, sono genitori che nella vita hanno fiducia.
Affinché un bambini impari ad avere delle relazioni anche al di fuori della famiglia, deve vedere l’esempio di chi queste relazioni le ha e le gestisce in modo equilibrato e sicuro,
Affinché un bambino capisca che fuori dalle mura di casa esiste un mondo con regole diverse, da capire e con le quali entrare in concertazione, deve vedere che le sue guide sicure, in questo “mondo fuori” in qualche modo i vivono.

La verbalizzazione costante del sacrificio estremo

L’annullamento genitoriale, passa da due step fondamentali, uno è la sua verbalizzazione, l’altro è la percezione.

Usare frasi come
Per i miei figli ho rinunciato a tutto
Da quando sono genitore non ho più una vita (sociale, sessuale, personale)
Eh, sai, le cose che non fai per te, le fai per loro…
Tutti i sacrifici che faccio, li faccio per loro.

ecc. ecc.ecc.

sono frasi-ferita per i nostri figli (sì, le sentono anche se non le diciamo direttamente a loro).
Attenzione, niente panico, non mi riferisco a frasi dette una sola volta in un momento di sfogo con un’amica. Il problema (serio) è quando queste frasi e questo approccio iniziano a far parte costante del nostro lessico famigliare.

La percezione esagerata del nostro annullamento

A volte, però, quello che narriamo e auto-narriamo come annullamento, è la percezione esagerata di un giusto e sensato cambiamento che arriva quando diventiamo genitori.
Spostare la priorità sui figli è normale.
Avere i bambini come primo e ultimo pensiero va bene.
Uscire con il nostro partner o con gli amici e, anche se si sta bene, sentire comunque la mancanza dei nostri figli, è molto comune.

Anche decidere di cambiare lavoro o dinamiche lavorative è parte di una sensata (e non obbligatoria) scelta di un genitore che ha un figlio.
A volte l’auto annullamento è l’approccio di chi subisce i cambiamenti, invece di gestirli.

Di come fare per cambiare questo approccio, ne parleremo nel primo mese di membership in arrivo.
Puoi scoprire di più iscrivendoti (senza impegno o vincolo) alla lista di attesa.


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