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Verità scomode sull’educazione che diamo ai nostri figli

Chi sposa la disciplina dolce ha a che fare ogni giorno con tante domande scomode, che spesso ci rendono insicuri e ci fanno costantemente mettere in discussione il nostro metodo, che è di certo una linea di rottura rispetto al passato.

Alcune di queste domande, appunti e relative risposte, le puoi ascoltare nella puntata 23 del mio podcast, che ti lascio qui.

Ma la disciplina dolce, in realtà, ci apre gli occhi anche su tanti aspetti spinosi dell’educazione e dell’approccio all’infanzia, soprattutto su come è stata messa in atto nei nostri confronti.

Sei pronta per alcune “bombe” di verità scomode?

Dai, partiamo!

Urlare per far rispettare una regola, corrisponde a non dare una regola

urlare ai bambini

Le persone credono che chi segue la disciplina dolce non dia regole e quindi sia scelta di genitori fricchettoni che crescono figli selvaggi per non dire maleducati.

In realtà è l’opposto: la disciplina dolce si basa sull’ascolto dei reali bisogni dei bambini e sì, i bambini hanno bisogno di regola chiare, costanti, coerenti.
Non solo. I bambini hanno bisogno di adulti assertivi che siano un chiaro limite, da superare solo quando saranno davvero pronti.
Se per far rispettare una regola urliamo, siamo un limite palesemente instabile, incapace di gestire emozioni e controllo.

Qui ti do delle dritte su come farti ascoltare senza perdere il controllo.

Anche nelle otto settimane di corso intensivo sulla disciplina dolce, parlo a fondo di come creare delle regole che siano “rassicuranti” per i piccoli ma anche per te e come imparare a cambiarle in modo armonico e flessibile.

Lo so, a volte può capitare a tutte e a tutti di alzare la voce, perché siamo stanchi e… umani. Non sarò certo io a giudicare.
Ma chi utilizza le urla e i rimproveri in modo sistemico… beh, è il caso che sappia che non sta dando sicurezze. E i bambini ne hanno bisogno anche quando “fanno i capricci”.
A proposito, i capricci non esistono. Qui ti spiego esattamente cosa sono, realmente, i capricci.

“Perché lo dico io” non è una regola valida

elena cortinovis - manipolazione psicologica cos'è

Restiamo sul fronte delle regole.
Le regole vanno spiegate e concertate, a seconda delle età dei bambini.
Dire “si fa così perché lo dico io” non dà alcuna certezza al bambino, perché lui non è nella vostra testa, e per fortuna il senso dell’autorità non è innato nell’essere umano.

Soprattutto, è un abuso, che rende autoritari e non autorevoli.

Vogliamo un mondo in cui gli adulti non votino persone violente, aggressive, vogliamo un mondo senza autocrati che bombardano paesi e creano decine di centinaia di vittime innocenti, tra cui bambini?
Bene, impariamo che “si fa così perché lo dico io” non è un valore ma un disvalore. E lo si impara da piccoli.

Dire “bravo” troppo spesso ai bambini crea adulti dipendenti dal giudizio degli altri

dire bravo ai bambini

Ah, eccola lì! Una di quelle invasate pessime che non dice “brava” ai suoi figli!
(se lo hai pensato, non sei il primo o la prima, ma continua a leggere e poche capirai il nocciolo della questione).

La Disciplina Dolce è un approccio che non si basa su premi e punizioni. Il che non vuol dire che non ci sia mai il così detto “rinforzo positivo”.

Ma il “bravo!!” detto per qualunque, consentitemi, cazzata, fa sì che i piccoli associno la legittimazione di ogni traguardo all’approvazione di persone guida. Che oggi siamo noi, domani sarà la maestra di danza, dopodomani sarà il fidanzato/fidanzata o amico di turno.

Se fanno una buona azione, qualcosa di avulso dalle cose comuni della loro crescita, va anche bene dire “Sei stato davvero bravo/gentile/educato”, ma se imparano a mettersi le scarpine, non è il caso di fare feste e buttare addosso coriandoli!

Piuttosto, chiediamo loro “Hai messo le scarpe! Sei contento?”, “Hai pedalato senza rotelle, ti sei divertito?”, ovviamente con il giusto entusiasmo da condividere con loro.
In questo modo il loro successo non sarà più legato ad un nostri giudizio di merito, ma alla loro emozione nell’aver raggiunto un risultato.

I bambini di oggi, tra 10 anni avranno comunque delle difficoltà

Quante persone pensano (e dicono): Eh, ne riparliamo tra 10 anni!
Non siamo indovini, non sappiamo cosa accadrà tra dieci anni.
Ma possiamo fare del nostro meglio oggi.
E attenzione: se tra 10 anni nostri figli verranno rimandati o bocciati a scuola non è certo per colpa della disciplina dolce, ma perché nessun figlio sarà mai perfetto.

Anzi, meglio che inizi a liberarti già da adesso dalle aspettative verso il figlio ideale!

Se scegli un modello educativo, uno qualsiasi, dalla disciplina dolce alla matrigna di Biancaneve, spero per te che non sia per avere figli infallibili, sempre felici, perché sei destinato ad essere deluso.

Quello che fai adesso, e in cui la disciplina dolce è di enorme aiuto, è finalizzato ad avere figli che quando sbaglieranno o avranno dubbi e difficoltà non si sentiranno soli, inermi, incapaci, ma sapranno di avere una speranza nel mondo, genitori solidi cui potersi rivolgere come supporto emotivo più che pratico. E soprattutto, che avranno la presenza a se stessi e l’autostima tale da affrontare i fallimenti e le difficoltà.

Una sberla non ha mai fatto male a nessuno: ERRORE!

Certo, chi è mai morto per una sberla?
Nessuno…
Ma quanti adulti sono insicuri, temono l’autorità e non la sfidano mai, quanti di noi non sanno dare il giusto peso alle cose, perdendo sonno e fame per cose che nel bilancio di una vita sono irrilevanti?

Quanti di noi hanno attacchi di panico e di ansia?

Ecco, tutto questo viene anche dalle sberle che non hai mai fatto male a nessuno.

Anche “lo schiaffetto” è una forma di umiliazione, è un messaggio che dice “io sono più forte di te”, è un modo per ratificare il proprio potere anche sul corpo di nostro figlio.

Genitori, mettetevelo in testa: le sberle creano ferite emotive interne che non bastano anni e anni di terapia per ricucire.

Uno schiaffetto ha sempre fatto male.

Lo so, oggi abbiamo toccato molti argomenti sensibili! Se vuoi realmente approfondirli insieme, imparando e divertendoci tra genitori, è il momento di iscriverti alla Dolce Guida 2.0.

A volte educare i nostri figli è un’impresa difficile come scalare una montagna a mani nude. Non mollare la presa, ti aspetto ne la Dolce Guida.

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