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Sviluppare la creatività allenando il pensiero divergente nei bambini

Conosci il pensiero divergente? Una capacità che è parte della specie umana ma che spesso perdiamo nel corso della vita. Ecco dei consigli per allenarlo e nutrirlo nei nostri bambini e… per riappropriarcene anche noi, da adulti.

I bambini hanno una capacità che è data agli esseri umani, e dei facciamo ampio uso nelle fasi più “selvagge ed esplorative” della vita, prima fra tutte, appunto, nell’infanzia.
Si tratta della capacità di risolvere i problemi o le piccole grandi questioni del quotidiano in modo creativo e flessibile, con l’intelligenza e l’immaginazione e soprattutto diminuendo drasticamente le possibilità di stress e frustrazione di fronte agli imprevisti.

Il pensiero divergente è proprio questo, la capacità di trovare soluzioni creative, alternative ad uno o più problemi, capire e interiorizzare che esistono decine di possibili soluzioni a qualcosa, e queste passano anche attraverso piccole virate sul piano iniziale, e questo no, non è un fallimento.

educatrice e consulente per l'infanzia elena cortinovis

Che cosa è il pensiero divergente

Secondo il suo primo teorico, lo psicologo statunitense J.P. Guilford , il pensiero divergente è la capacità di trovare più possibili strade e soluzioni allo stesso problema, utilizzando un approccio fluido, flessibile, originali e infine, elaborate (cioè saper poi passare dall’idea alternativa alla sua pragmatica messa in pratica).

Vogliamo degli esempi di pensiero divergente? Basta guardare i nostri bambini al di sotto dei sette – otto anni (tra un attimo ti dirò perché proprio entro questa fascia di età), mentre giocano nel pieno del loro flow, il flusso che muove il gioco autonomo.

La tua bimba ha una Barbie, le serve il fidanzato del personaggio nel suo gioco, o la mamma, la sorella… ma non ha una Barbie che possa “interpretarla”, quindi… usa la mano, una matita, un pennarello come personaggio secondario della sua storia. E la cosa le appare del tutto normale e accettabile, mentre per te, adulta, è strana.

Sempre la tua bimba sta costruendo un castello di sabbia, le manca una formina per fare una torretta più alta delle altre, allora prova a fare una torretta su quella precedente, raddoppiandone l’altezza. Certo, crollerà in buona parte, perché lei non conosce ancora i principi della fisica e della meccanica, ma con le manine cerca di arginare la “frana” costruendo comunque una torretta più alta, della quale è soddisfatta.

Tuo figlio si annoia nella sala di attesa del dottore, allora si alza e inizia a parlare con le persone presenti, chiede loro “tu come ti chiami?”, “che cosa ti sei fatto?”, non perché è invadente ma perché ha capito che, per adesso, non se ne parla di uscire e andare al parco giochi, deve fare altro per non annoiarsi.

Poi cosa accade?

bambini che litigano


Accade che un adulto arriva dalla bambina e le dice che no, non è possibile costruire un’altra torre sulla precedente, perché il terreno della torretta di sabbia non è solido, perché “ma non lo vedi che crolla?”.
Accade che la mamma prende il bimbo e gli dice “non disturbare i signori” e si vergogna un po’ per le sua domande impertinenti nella sala di attesa.

Accade che i bambini vanno a scuola e imparano, anno dopo anno, che un problema di matematica ha un’unica soluzione e che se non si trova quella soluzione… il voto cambia. E anche il complesso meccanismo di premi e punizioni che sta dietro a quel voto/giudizio.

Insomma, nasciamo propensi al pensiero divergente ma ci inseriamo in un mondo dominato dal pensiero convergente.

bimbe che disegnano dall'alto

Come allenare il pensiero divergente nei nostri bambini

Alert mamma fricchettona! No, neanche questa volta ti dirò di non dare “regole di convergenza” al bambino, di allenarlo all’assoluta anarchia perché, come sa ormai chi segue me e la disciplina dolce, i bambini hanno bisogno di regole, proprio perché sono un caotico concentrato di idee originali da sperimentare.

Tuttavia, è utile mettere in campo delle piccole e non troppo complesse strategie per alimentare ancora la loro componente di pensiero divergente affinché possano, nella vita, trovare sempre soluzioni alternative e tante soluzioni possibili non tanto al compito di matematica, quando alle difficoltà della crescita e della vita in generale.

pensiero divergente dei bambini

1 – Tanto per cominciare, non avere paura del pensiero divergente.

I nostri bambini hanno idee fluide, originali, ma anche elaborate quando riescono o provano pragmaticamente a metterle in pratica; impariamo a non temere questa fluidità.

Molto spesso il fatto che i nostri piccoli sembrino delle variabili impazzite in un mondo codificato ci fa paura. Se ci pensi i tuoi bambini, da quando sono arrivati, hanno “spostato tutto”, dalle priorità alle aspettative che avevi nella tua vita. E continuano a farlo mettendoti ogni giorno alla prova, spesso proprio con le loro idee assurde.

Cerchiamo di avere meno ansia, quando li vediamo fare cose “strane”, perché stanno allenando autonomamente la loro capacità di vedere le cose del mondo da un altro punto di vista.

Se il bimbo sale sullo scivolo al contrario, e non rischia seriamente di farsi male, lasciamoglielo fare. Se interagisce con gli estranei chiedendo loro cose che ci appaiono strane, buffe, ma che non feriscono nessuno, lasciamoglielo fare senza vergognarcene.

Abbiamo anche già parlato di come a volte l’essere genitori apprensivi chiude i bambini in delle gabbie e comporta molti rischi, tra cui quello di bloccare il pensiero divergente.

2 – Coadiuvare il gioco autonomo senza intervenire

Molti genitori, quando vedono i loro piccoli giocare da soli si sentono in colpa, perché vedono quella solitudine dal loro punto di vista di adulti.

Iniziamo a rimettere in pratica anche noi il nostro pensiero laterale e divergente e capire che in realtà quegli interminabili momenti in cui stanno in un angolino a chiacchierare con il loro ditino, a mettere un lego dentro e fuori da un secchio, a spostare i fagioli da una tazza all’altra apparentemente senza motivo, è una palestra per la loro creatività, per lo sviluppo della loro autonomia.

Osserviamoli o stiamo nei paraggi per accertarci che, qualora avessero davvero bisogno di un nostro aiuto o contributo, possiamo darlo, ma fino ad un segnale da parte loro… lasciamoli nel loro flusso.

3 – Incitiamoli al gioco destrutturato

Il gioco destrutturato, non fatto cioè di “case”, “cucine”, piste di macchinine già legate a delle regole di ruoli o di immaginario ben precise è una manna per alimentare la creatività dei piccoli.

Approfondisci in questo articolo cosa è il gioco destrutturato e come guidare il bambino in quella direzione.

4 – Lasciate che si annoino

mancanza di autostima dei bambini

La noia è la culla del pensiero laterale.
Le soluzioni alla noia che un bambino sa inventare sono infinite, le ore senza far nulla dei pomeriggi d’estate sono il laboratorio della creatività e del pensiero laterale.

Oggi siamo sempre più portati a riempire le ore fuori da scuola dei nostri bambini con corsi, palestre, scuole di qualunque cosa, perché siamo genitori che necessitano di lavorare e capisco che abbiamo bisogno di affidarci a strutture suppletive che diano comunque qualcosa di buoni ai nostri piccoli.

Ma è bene sapere che anche il corso di arte applicata è, comunque, uno spazio codificato, in cui il pensiero viene portato verso la convergenza.
Quindi niente paura care mamme e papà se, per necessità, mandate i bimbi a scuola di danza o karate, ma sappiate che anche i pomeriggi in cui si annoiano sono un momento in cui devono trovare soluzioni alla noia stessa.

I migliori mondi immaginari possibili e le persone più creative della terra sono state “coltivate” come fiori in giardini di noia.

Allenare e riappropriarsi del pensiero laterale come genitori

E noi genitori, possiamo riallineare il nostro pensiero divergente e vivere meglio alcune situazioni legate alla genialità?

Nell’episodio 29 del mio podcast (ascoltalo qui sotto) parlo proprio di questo, di pensiero laterale per i genitori, per affrontare meglio e con meno frustrazione la miriade di cose che… non vanno come sperato e pianificato nella vita di tutti i giorni.

Ogni momento della vita quotidiana con i nostri bambini ci mette di fronte alla necessità di avere dei “piani B” che, però, spesso viviamo come un fallimento.

Ne facevamo un esempio quando abbiamo parlato di come gestire i bambini ai matrimoni, preventivando che possa esserci bisogno di un piano B, che non deve essere vissuto come un “ho fallito, sono andata via prima dal matrimonio perché mio figlio ha iniziato a fare i capricci”, ma come qualcosa che è parte, possibile seppur non certa, dei piani iniziali.

In un precedente articolo ho dato dei consigli su come bilanciare la flessibilità con le regole e le routine, tanto utili per i nostri bambini.

Pensiamo al Piano B non come ad un fallimento ma come ad una risorsa, plausibile e probabile.

Se ci pensi, anche adottare come metodo educativo la Disciplina Dolce è un pensare “out of the box“, al di fuori dello schema del “si è sempre fatto così” al quale ci hanno abituati e proprio creatività nella risoluzione di problemi e conflitti e flessibilità positiva sono tra gli elementi alla base della disciplina dolce.

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