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Viaggiare con bambini: consigli per prepararli e vivere l’attesa, la vacanza e il rientro in serenità

Viaggiare con bambini, soprattutto piccoli, appare sfidante per alcuni genitori e sì, a volte lo è.

Vediamo alcuni trucchi per far sì che la vacanza non diventi “sfattanza”, troviamo il giusto modo per portare a casa ricordi, energie, prepararci tutti insieme e far cominciare il viaggio ben prima della partenza.

Intanto, puoi ascoltare questo articolo premendo click alla ventesima puntata del mio podcast.

Viaggiare con bambini: come gestire l’attesa

Abbiamo parlato di come i bambini al di sotto dei 4 – 5 anni non hanno gli strumenti per capire il senso del “tempo” che passa; concetti come “domani”, “tra una settimana”, “ad agosto”, sono per loro concetti astratti, perché il loro cervello è immaturo e ancora non è in grado di ragionare in ottica spazio temporale.

Per questo, limitarsi a dire “Lo sai che tra un mese faremo un bel viaggio in aereo di due ore e arriveremo in Sicilia?” è una frase che racchiude troppe parole per loro difficili.
Tra un mese… ma cosa è un mese?
“due ore”
“arriviamo in Sicilia”?

Ma quindi, come coinvolgere i piccoli in questa attesa? Come prepararli a quello che arriverà, cioè un cambiamento geografico, un viaggio su un mezzo speciale o lungo viaggio in auto, un nuovo posto in cui ambientarsi?

Ecco che ci possono venire in aiuto tre oggetti speciali, facili da reperire, che renderanno più semplice per i più piccoli capire il senso di attesa, spostamento, tempo che passa.

La cartina

viaggi con bambini

Ricordate quanto ci piacevano, da piccoli, le “Mappe del tesoro”?.
I film con una mappa è da sempre qualcosa che attira i più piccoli (ok, anche i più grandi) perché la mappa racconta una storia.

Anche voi potete avere una mappa che racconta la storia del vostro viaggio.

Quando decidete la destinazione, usate una cartina fisica per far vedere dove andrete, quale strada dovrete percorrere (magari tracciate insieme con un pennarello una linea sul tratto strada da percorrere da dove abitate a dove dovrete arrivare).

Questo è un primo passo per far capire lo spostamento che avverrà, il primo modo per iniziare a “esplorare”.

Con gli anni la cartina-mappa, vacanza dopo vacanza, può diventare sempre più complessa. Per bambini di quattro anni non useremo una cartina dettagliatissima, ma magari solo quelle con i paesi-regioni divise per colore (più colorata è e più sono vivaci i colori, più i piccoli ne saranno attratti); per i bambini di 6-10 anni ecco che la cartina può iniziare a contenere più dettagli.

Sarà bello per voi e per loro, a distanza di anni, vedere come il livello di dettaglio delle cartine si è alzato: sarà come aver superato dei livelli ad un videogioco.

Il calendario

in viaggio con bambini

Come dico sempre, anche su Instagram, se parliamo ai bambini piccoli di giorni, ore, minuti, secondi, settimane e mesi, loro capiranno poco.
Magari saranno felici nel vedere la nostra espressione entusiasta, laddove non sia invece spaventata dal primo viaggio con bambini piccoli, ma di cosa farete e quando non ne capiranno granché. E saranno estranei alla cosa, fino a trovarsi spaesati e ingestibili il giorno della partenza.

Ma i calendarietti possono essere delle risorse incredibili:
Un calendario dà allo scorrere del tempo un’identità fisica, quindi sarà più facile, calendario alla mano, dire “Guarda, oggi siamo qui; il giorno che arriveremo qui partiremo in vacanza (per andare nel posto indicato sulla mappa)”.

Il disegno della linea di percorrenza sulla mappa, insieme all’attività di segnare i giorni che mancano alla partenza e, una volta partiti, che mancano al ritorno, è un modo per coinvolgerli nella gestione di questo tempo.

La Scatola

come farsi ascoltare

La scatola è un luogo piccolo, alla loro portata, per “contenere” l’attesa (perché sì, c’è il rischio che si entusiasmino a tal punto da non dormire più).
La scatola si apre e si chiude ogni volta che parliamo insieme di questa vacanza, e dentro possiamo mettere la stampa dei biglietti, una foto del posto in cui andremo, un modellino dell’aereo sul quale viaggeremo.

Su quest’ultimo punto, riflettiamo su una cosa: per noi salire su un treno o un’aereo è scontato, per i piccoli nulla lo è.

Portare un oggettino da tenere in mano quando si sale su un gigante dei cieli che avevano visto solo con il nasino all’insù fino a quel momento può essere molto rassicurante per loro.

La scatola può venire con noi in vacanza, e sai perché?
Perché diventa un piccolo legame con la routine… che merita un discorso a parte.

Viaggiare con bambini piccoli: come gestire la routine?

Sappiamo che la routine per i bambini è importante… ma sappiamo anche che la flessibilità rende la vita di genitori più lieve e spesso rende più interessanti anche alcune fasi della vita dei bimbi piccoli.

Come si sposano routine e flessibilità in vacanza?

In vacanza, va bene anche spostare un po’ l’orari della nanna e dei pasti, va bene cambiare abitudini… altrimenti che vacanza è?
Che cosa avremo di speciale da ricordare?

Si sa, quello che accade in vacanza resta in vacanza.

Tuttavia la scatola può contenere dei piccoli oggetti che servono a legarci con casa, anche per i momenti in cui i piccoli ne hanno bisogno.

Quando le mie gemelle avevano sedici mesi siamo andati tutti insieme a Valencia, e ho chiesto loro cosa volessero mettere nella scatola, da casa.
Abbiamo scelto insieme una torcia, per leggere sotto le coperte i libri della nanna in vacanza.

E’ stato un modo per portare una piccola parte di routine anche a Valencia, e allo stesso tempo ricrearne una in “summer edition”.

Errori che rendono ingestibile una vacanza con bimbi piccoli

genitori flessibili - yoga

I principali errori che rendono molte vacanze con figli piccoli ingestibile e stressante sono per lo più le stesse in ogni famiglia, e siamo noi grandi che dobbiamo fare attenzione.

Ecco in sintesi gli errori da non fare:

  • Pensare che possa essere una vacanza o un viaggio come prima di avere figli. Se non ampliamo l’ottica e viviamo serenamente questo cambiamento, la vacanza sarà complessa (più per loro che per noi)
  • Stiamo andando in vacanza con bimbi, non con nostri coetanei: impariamo a vedere il mondo dal loro punto di vista. Qui, una riflessione utile in merito.
  • La giornata va concertata anche con loro: non decidiamo tutto noi adulti, in base al nostro passo, alla nostra energia, alla nostra esperienza.
  • La poca flessibilità è un malus nella vita di tuti i giorni, figuriamoci in vacanza!

Lo sai che ho creato un corso adatto proprio a chi vuole organizzare delle vacanze con bambini? Lo trovi qui!

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