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Pedagogia del rischio vs iperprotezione

La pedagogia del rischio sostiene che i bambini abbiano il diritto di crescere in una realtà ricca di esperienze concrete – reali, in cui il bambino agisce nella piena consapevolezza delle sue capacità fisiche e mentali. 

Integrando questo tipo di educazione nella nostra vita, permetteremo al nostro bambino di  conoscere per via diretta l’autenticità delle esperienze che nascono da esplorazioni, scoperte e arrampicate. 

Compito dell’adulto è quello di osservare, senza intervenire tempestivamente, accentando il rischio che ne potrebbe conseguire.

I bambini non sono portati a farsi male volontariamente!! 

Il rischio che affronta è sempre proporzionato alle sue capacità psicomotorie. 
Ovviamente i rischi nei quali viene lasciata la libertà al bambino sono “controllati”, non lasceremo il bambino in balia di eventi pericolosi (come la possibilità di arrampicarsi su un balcone o correre in mezzo alla strada)! Ma lo lasceremo rischiare dove, in caso di errore, il bambino sarà comunque tutelato!

La pedagogia del rischio vede il “rischio” come fonte di crescita e non un limite – discostandosi dalla iperprotezione che spesso entra prepotentemente nella vita dei bimbi!

Cosa significa iperprotezione?

Proteggere il nostro bambino è un atteggiamento naturale e ovviamente volto alla sua sicurezza. 

Purtroppo sempre più spesso questo desiderio di proteggere i più piccoli prende il sopravvento. 

Nel momento in cui esso prevale sulle scelte prese in libertà, sulla possibilità di sperimentare e fare esperienze costruttive, può diventare molto limitante. 

Proteggere il bambino a tal punto da limitarne la libertà rischia di renderlo insicuro e timoroso verso le esperienze della sua vita. 

Come trovare il giusto compromesso tra “rischio” e sicurezza?

Il difficile ma fondamentale compito dell’adulto è quello di fornire al bambino gli strumenti che gli consentano di affrontare e risolvere i problemi da solo. In questo modo saranno capaci di trovare soluzioni ai problemi in autonomia, evitando la  dipendenza da qualcun altro che li risolva per loro. 

Il più grande regalo che possiamo fare ai nostri figli è l’AUTONOMIA delle scelte – mettendo in conto anche la possibilità che possano compiere degli errori. 

Permettendo ai bambini di “rischiare”, gli diamo la possibilità di acquisire un’immagine realistica di sé stessi e delle proprie potenzialità. Scopriranno la possibilità di farsi male ma anche quella di sbagliare, di fallire, di affrontare il cambiamento o di sentirsi fieri.

Salire in piedi sulle sedie, arrampicarsi su un albero e saltare sul letto sono solo alcuni esempi di “rischi” che i nostri bambini possono correre. 

Io stessa ho nella mente bellissimi ricordi di questi momenti, anche se qualche volta sono caduta dal letto! 

L’importante è essere accanto ai nostri figli, fidarci di loro e supportarli nei momenti di sconforto. Verbalizzando che, anche se sbagliano, devono essere fieri di loro stessi e dell’esperienza vissuta. 

Ricordiamo che senza esperienza del rischio non si sarà mai pronti ad affrontarlo: è più pericoloso non conoscerlo del contrario! 

(Ho trovato la traduzione di un testo di Hanna Rosin, pubblicato su www.theatlantic.com – molto interessante, ve lo lascio QUI

Dovremmo insegnare ai bambini a danzare sulla fune, a dormire di notte da soli sotto un  cielo stellato, a condurre una barca in mare aperto. Dovremmo insegnare  loro ad  immaginare  castelli in cielo, oltre che case sulla  terra, a non sentirsi a casa se non  nella  vita  stessa ed a cercare la sicurezza dentro  se stessi

(H.H. Dreiske)

Elena

2 Commenti

  • Avatar
    Stella Pubblicato il 3 Luglio 2020 11:40

    Com’è vero!

  • Avatar
    miriam Pubblicato il 9 Luglio 2020 17:49

    avendo una bimba attiva e che salta e si arrampica sempre,ho dovuto limitare il mio senso di protezione anche se con fatica… ma deve sperimentare cadere e rialzarsi perchè la vita in fondo è questo.

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