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Essere un buon padre: come bilanciare amore e regole

Essere un buon padre seguendo i suggerimenti della disciplina dolce: prima buona notizia, il papà non è né un mammo né un genitore 2 o genitore di serie B.

Dura la vita per i papà che voglio sposare la Disciplina Dolce e attuare un nuovo approccio all’educazione: In un paese e in un contesto storico in cui i papà vengono definiti “mammo” o “baby sitter” se trascorrono tanto tempo, di accudimento e non solo di gioco, con i figli molti piccoli, il tentativo di cambiamento viene praticamente mobbizzato, e può essere sfidante per un uomo decidere di essere un papà diverso da quello che ha visto intorno a sé e in passato.

Ma niente paura, cari papà, perché non siete soli, potete attuare una vera e propria rivoluzione non solo nel mondo genitoriale ma nel mondo in generale (sì, anche economico, politico e culturale), semplicemente (si fa per dire) scegliendo di essere padri accudenti, riappropriandovi di un diritto a lungo negato di vivere le fasi più belle e delicate della crescita dei vostri figli, insomma, grazie alla Disciplina Dolce.

Puoi ascoltare una chiacchierata sulla disciplina dolce con un papà, nell’episodio 26 del mio podcast

Primissimi mesi di vita: protezione di una diade mamma-bimbo

Nelle mie consulenze ho sentito spesso parlare di papà assente, ma come scrivo in questo articolo, a volte la causa non è tanto nella non volontà del padre di essere un buon padre, ma nel suo spaesamento in un contesto in cui non sa come essere coinvolto, senza fare gaffes.

Nelle primissime settimane di vita di un bambino, non è nato solo un bambino. Sono nati anche dei genitori (che si tratti del primo o del decimo figlio, poco importa).

Un bambino appena nato, per molte settimane, avrà bisogno di un contatto totalizzante con la mamma, e un papà ha tutto l’interesse a proteggere questa diade mamma-figlio, per poi inserirvisi in modo utile e prezioso.

Ecco che, dunque, non è un caso se i primi figli iniziano a sviluppare un legame forte (e importantissimo) con il papà, dopo la nascita di un secondo figlio.

Il legame tra bimbo appena nato e mamma è spesso sottoposto a pressioni dall’esterno e se un papà riesce a proteggere la mamma dalla sua stanchezza, dare supporto pratico ed emotivo, ha già buttato basi importantissime per tutto quello che verrà dopo.

Alto contatto, anche per i papà

essere bravi padri

La disciplina dolce sostiene l’importanza dell’alto contatto tra genitore e bambino; l’alto contatto non ha certo a che fare solo con la mamma, anzi diventa importantissimo soprattutto con il papà, dal momento che i bambini non trascorrono fasi della loro vita nel grembo del padre.

Ecco che, quindi, un papà può portare i bambini in fascia o nel marsupio, creando un legame anche sensoriale rassicurante e una confort zone per i piccoli.

Non sono affatto rari i casi di bambini, anche molto piccoli, che il giorno cercano la mamma per ovvie ragioni legate al loro sviluppo, ma all’ora della nanna hanno il rito e la routine di addormentarsi solo con il papà.

Neanche rari sono i casi di bimbi che si svegliano la notte e dopo la poppata vogliono comunque essere cullati dal papà per riaddormentarsi.

Anche in questo caso, le routine, sempre preziosissime e delle quali parliamo tra un attimo, sono un modo per crescere bambini più sicuri, con più punti fermi (perché no, non sono le regole ferree che creano dei punti di riferimento, ma dei genitori presenti, affidabili e saggiamente flessibili).

Essere un bravo papà costruendo regole e routine insieme al bambino

Il papà è un’importante figura di riferimento.
Ma molto a lungo questo ruolo questa figura garante di protezione, sicurezza, regole e giusti confini da superare per il benessere della crescita e per un sano sviluppo dell’individuo… è stata fraintesa.

Per cui il papà è, nell’immaginario di molti, ancora oggi, legato a vecchi stereotipi patriarcali, quelli del personaggio severo e austero, che dà regole senza dare spiegazioni (Si fa così perché lo dico io), trattata come la minaccia estrema in caso di “capricci” (è sempre bene ricordare che i capricci non esistono), con frasi inopportune come “Ora lo dico a papà e vedrai…”.

Poveri papà, relegati a questo ingombrante ruolo sociale di personaggio che oscilla in modo incoerente tra orco punitivo e saggia protezione.
Sono innumerevoli i danni causati, nei rapporti padri-figli, da queste catene sociali legate alla figura del padre.
(Se vuoi sapere altre verità scomode ma utili sull’educazione che diamo ai figli, bevi un bicchiere di vino e leggi questo post).

Parliamo dell’importanza delle regole.
Sappiamo che per i bambini le regole sono importantissime, come è importantissimo “farsi rispettare”.
I piccoli hanno bisogno di certezze e le regole devono essere

  • chiare
  • coerenti
  • concertate

Qui ti do delle indicazioni utili su come creare regole e farle rispettare.

Ma, come già detto in altre sedi, “Si fa così perché lo dico io” non è una regola coerente, non è concertata e non è neanche chiara.

Per far rispettare il ruolo di papà è importante essere asseritivi e non autoritari.

Costruire routine insieme ai bambini , facendo da guida (ovviamente non vogliamo lasciar decidere da soli i bambini quali sono le giuste routine) è un modo per fissare insieme delle regole, che possono essere davvero utili nella vita di tutta la famiglia.

Soprattutto, costruire insieme modi di agire, da cambiare con flessibilità al momento giusto, insieme all’alto contatto, può creare un legame davvero importante tra genitore e bambino.

Liberiamoci delle immagini del passato, ma anche delle immagini surreali dei papà della pubblicità.

essere un bravo padre

Essere un buon padre di questi tempi non è semplice perché i modelli ai quali siamo esposti sono contrastanti: da un lato il personaggio burbero del passato, dall’altro personaggi da pubblicità, che giocano (e basta) con i bambini, in cui tutto è un continuo susseguirsi di risate.
Anche essere un bravo papà è sfidante e comporta alti livelli di stress, come essere una brava mamma.

Come dico nell’intro del mio podcast, alcune volte essere genitori è difficile come scalare una montagna a mani nude.

Ma non mollare la presa, mettiti in discussione e se serve lasciati dare una mano!

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©2021 Elena Cortinovis, Educatrice - Disciplina Dolce
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