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Babywearing: le 10 frasi da non dire MAI!

Chi porta i propri piccoli in fascia o marsupio sa benissimo che nel corso del tempo è più che probabile ricevere una miriade di commenti, consigli (sempre non richiesti ovviamente), ammonizioni, raccomandazioni, delle persone più o meno curiose o scettiche, riguardo alla pratica del portare. Che si tratti di un parente, un amico, un passante, o anche (purtroppo) di qualche operatore sanitario poco all’avanguardia, ci sarà sempre qualcuno che avrà da dire la sua.
Io – Fabiola – e Martina, abbiamo raccolto in questo articolo i 10 luoghi comuni (assolutamente infondati e frutto di pregiudizi) che più frequentemente circondano il mondo del babywearing.

  1. Fai attenzione perché poi ti viene mal di schiena!
    Questo è decisamente un grande classico, declinato anche nelle forma più discreta “Ma non ti fa male la schiena?”. In verità sentire dolore alla schiena, al collo, o in altre parti del corpo, è un campanello d’allarme che ci deve far pensare che c’è qualcosa che non va nel modo in cui stiamo portando, che sia il tipo di supporto, un errore di legatura o un cattivo posizionamento. Portare in fascia o in un supporto strutturato ergonomico permette di scaricare perfettamente il peso del portato. Lo scarico è generalmente in diversi punti del corpo e avviene in maniera uniforme e simmetrica, nel rispetto della corretta postura del portatore.
  2. Ma povero bambino, sta scomodo lì dentro!
    Questa frase viene detta il più delle volte di fronte ad un’evidenza che dovrebbe portare a pensare tutto il contrario, cioè un bambino pacifico e rilassato che spesso dorme. Non ci sarebbe molto altro da dire per smentire quest’affermazione ma per i recidivi ribadiamo che il bambino nella fascia si trova nella posizione fisiologica ideale per permettergli di rilassarsi completamente, nel rispetto della curvatura fisiologica della colonna vertebrale, della divaricazione delle anche e adeguatamente sostenuto. Quindi no, non sta scomodo, anche perché in quella posizione rannicchiata c’è stato per nove mesi nel ventre materno.
  3. Ma non hai paura che cada?
    Tutti i supporti porta bebè se indossati adeguatamente sono assolutamente sicuri, come tutte le tecniche di legatura. La sicurezza è di fondamentale importanza, pertanto è buona norma assicurarsi sempre di indossare il supporto (e il proprio bambino) nella maniera corretta.
  4. Non metterlo in fascia con questo caldo, suda troppo!
    Con l’arrivo dell’estate, ma non solo, i genitori portatori ricevono quest’ammonizione con la frequenza con la quale cambiano il pannolino ai propri bambini. Quindi tante volte al giorno! Ebbene sì, d’estate fa caldo e si suda, e se si porta si suda di più. Ma questo non è assolutamente un limite al portare. Il sudore è positivo. Significa che è in atto un processo di termoregolazione. Ricordiamoci che i neonati non sono in grado di termoregolarsi e sudano molto poco e solo in alcune parti del corpo. Pertanto il corpo di mamma e papà è il luogo ideale dove stare: il neonato potrà rinfrescarsi col sudore dei genitori. Non è raro infatti che nei momenti di forte caldo i neonati richiedano il contatto fisico più frequentemente e più a lungo. È buona norma d’estate indossare capi traspiranti e in fibre naturali, usare la crema solare 50+ e un bel cappellino, e offrire da bere più spesso latte o acqua (a seconda dell’età) ai bambini.
  5. Se sei in gravidanza puoi portare il tuo bambino?
    Se la gravidanza è fisiologica, se la mamma se la sente e ne ha la necessità, non ci sono controindicazioni al portare il proprio bambino. Quindi la risposta in questo caso è dipende. Ovviamente la parola d’ordine è sempre ascoltarsi. Non tutti i supporti porta bebè, né tutte le posizioni del portare, né tutti i tipi di legatura sono adeguati in gravidanza. Portare sulla schiena con un supporto che non gravi con un fascione ventrale o un nodo sul pancione è generalmente il modo più adeguato di portare in gravidanza.
  6. Non è che poi si abitua e vuole sempre stare in braccio?
    Il neonato non si abitua a stare in braccio, ha bisogno di stare in braccio.
    Il contatto fisico e la vicinanza sono per lui bisogni primari, al pari di mangiare, respirare, essere accudito. Questa necessità primaria fa sì che stare in fascia non sia un condizionamento, ma bensì la risposta fisiologica ad un suo reale bisogno.
    Nonostante ciò che ci dicono, parlare di vizi prima dei 3/4 anni è assolutamente improprio. I bambini non si viziano, non hanno la maturità cognitiva necessaria per programmare le loro azioni e i loro comportamenti con logica. Non sanno pianificare la risposta che l’adulto darà alle loro richieste. Va da sé che quello che la cultura retrograda chiama vizio altro non è che l’espressione di un bisogno.
    Indipendentemente dall’uso della fascia il piccolo crescendo sarà interessato anche all’ambiente, all’interazione con l’esterno. Continuerà ad apprezzare la vicinanza della mamma e il contatto, ma sicuramente non sarà l’unica cosa che desidererà fare.
    La fuori c’è un mondo da scoprire!
  7. Se lo porti sempre in fascia inizierà a camminare più tardi!
    Nessun bambino portato ha ritardi nello sviluppo motorio. La fascia non è l’unica risorsa materna e il bambino, seppur inizialmente possa starci molte ore, con il tempo chiederà di stare in fascia con una durata, modalità e frequenza diversa. I
    In senso pratico significa che se un neonato sta in fascia 4 o 5 o 6 ore al giorno perché lì riesce a dormire facilmente e rilassarsi con grandi benefici per lui e la madre, probabilmente lo stesso piccolo a 6 o 8 mesi ci starà meno tempo poiché interessato anche ad esplorare, osservare l’ambiente, interagire con i primi giochi, dare “sfogo” alle competenze motorie tipiche dei suoi mesi.
    Allo stesso tempo va ricordato che portare un bimbo in fascia gli offre grandiosi stimoli. Il corpo materno infatti non è statico, fermo. E’ nel costante dinamismo del movimento, che stimola il sistema vestibolare del bambino e aiuta la maturazione di competenze come equilibrio e lateralizzazione. Il corpo materno, è inoltre, stimolo sensoriale: emette suoni, respira, offre contenimento, garantisce uno stimolo tattile, trasmette calore.. tutte cose davvero importanti per il cucciolo d’uomo in crescita.
  8. Ma respira lì dentro?
    Si, la risposta è assolutamente sì!
    Una legatura ben fatta non crea compressioni per il bimbo né a livello toracico, né sulla zona del viso. Anzi, sostiene la testa anche nelle fasi in cui il piccolo ha meno controllo volontario del capo e favorisce una postura che è tutto fuorché dannosa. Può capitare che qualche bimbo cerchi contenimento appoggiando il viso sul torace della mamma, o “nascondendosi” sotto un lembo di tessuto, tuttavia lo farà sempre in modo istintivamente positivo e funzionale per lui. Non da ultimo ci sta il fatto che il corpo materno è un ottimo stimolo sensoriale: spesso i bimbi a contatto sincronizzano il loro respiro con quello materno e la madre, sentendo il torace del piccolo a contatto con il suo, sarà assolutamente in grado di percepire i movimenti respiratori.
  1. Ma anche il papà può usare la fascia?
    La fascia può essere una modalità di relazione e accudimento utilizzata da chiunque la senta adatta! E’ spesso uno strumento apprezzatissimo anche dai papà che, con la loro spiccata manualità, sanno imparare le legature in modo molto veloce ed efficiente.
    In più per i papà, non avendo vissuto sotto la pelle e sopra la pelle l’esperienza della gestazione, può essere meraviglioso usare la fascia per vivere momenti di profondo contatto e intimità con i loro piccoli.
    Allontaniamo l’idea che portare sia di sola competenza materna!
    Chiunque si occupi del bimbo può utilizzare questa modalità di accudimento, relazione, contatto, contenimento. E se non fosse la fascia perché “proprio no!” potrebbe essere un buon marsupio ergonomico, scelto assieme alla propria consulente.
  2. Perché non lo giri in avanti?
    Le uniche posizioni ergonomiche per portato e portatore sono quelle in cui la pancia del piccolo è a contatto con il corpo dell’adulto.
    In poche parole: no il fronte mondo, no il bimbo girato in avanti.
    Quando il piccolo è rivolto verso il genitore la sua schiena si adagia al tessuto rispettando la sua naturale curvatura, la seduta è sostenuta nel modo ottimale per le anche e le gambe, gli stimoli ambientali non colpiscono direttamente il piccolo che può anzi godere del filtro che il contatto fisico e visivo del genitore gli offrono.
    Girare i bimbi in avanti spesso obbliga la loro schiena ad una postura rigida, troppo eretta, assolutamente scorretta e non sostiene gambe e anche. In più può essere molto scomodo anche per chi porta perché con il bimbo fronte mondo spesso il genitore è sbilanciato verso avanti e costretto in modo più o meno consapevole ad un faticoso sforzo compensativo della schiena.
    Quando il piccolo, crescendo, avrà necessità di guardare, osservare e interagire con l’esterno le legature più adatte saranno quelle sul fianco e sulla schiena!
    Ma no: mai il fronte mondo!

Con questo articolo abbiamo cercato di rassicurare tutti i genitori su quelle frasi che spesso si sentono attorno a questo mondo.
Non lasciatevi condizionare dai giudizi, voi sapete la verità. Continuate cosi!!

Fabiola e Martina

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